Finanza.

Unicredit, blitz a sorpresa sulla Commerz 

La banca italiana lancia un’Ops per ottenere il 30% dell’istituto tedesco 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Unicredit rompe gli indugi e mette alle corde Commerzbank con un'offerta pubblica volontaria di scambio per superare il 30% e avere anche più flessibilità rispetto al buyback dell'istituto tedesco. Allo stesso tempo, il gruppo di Piazza Gae Aulenti prova a riaprire la strada del dialogo. Un tentativo rispedito al mittente tanto dall'istituto di Francoforte sul Meno, quanto da Berlino, azionista con il 12%, che ribadisce il suo no.

Braccio di ferro

Orcel non intende prendere il controllo di Commerz. L'ops ha anche una ragione “tecnica”. «Visto il buyback in corso» del gruppo tedesco «dobbiamo cedere azioni per restare sotto la soglia (d'opa ndr) del 30%» prevista dalla normativa tedesca, spiega il top manager. Dopo la conclusione dell'offerta Unicredit (+0,54% a 63,8 euro in Borsa) potrà così gestire meglio la propria quota, eventualmente acquistando azioni sul mercato. «Credo che una fusione non solo aggiungerebbe molto valore agli azionisti, ma anche alla Germania, all'Europa, ai clienti e alle persone che lavorano presso Commerzbank e Unicredit», è il pensiero di Orcel.

Muro di Berlino

Ma il muro tedesco, al momento, è invalicabile. Nonostante anche l'Europa continui a spingere per il consolidamento transfrontaliero che «contribuirebbe a migliorare l'efficienza e la redditività delle banche», rileva il portavoce della Commissione Ue. Commerz, dal canto suo, è netta. «Non ci sono le basi per i colloqui». E inoltre, «di fatto» non c'è «alcun premio per i nostri azionisti», sottolinea la ceo, Bettina Orlopp.

Le ha fatto eco il cancelliere Friedrich Merz: «L'opinione politica del governo è chiara, vogliamo mantenere l'indipedenza di Commerzbank. Un'acquisizione ostile non sarebbe accettabile», rincara il portavoce del ministero delle Finanze tedesco nel rilevare che quello di Unicredit «è un annuncio, di cui prendiamo atto, non ancora una proposta».

E il capo del consiglio di fabbrica della banca, Sascha Ubel annuncia un'azione di difesa «con tutte le nostre forze e i nostri mezzi» di fronte a quello che definisce come «il passo successivo della spudoratezza» che, «non è solo un passo non concordato, ma ostile».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI