Pioggia di detriti e un militare, presumibilmente della Brigata Sassari, soccorso nella base Unifil di Shama, nel sud del Libano, dove è di stanza il contingente italiano con i soldati sardi. Nel tardo pomeriggio di ieri, nella sede del Comando Ovest, guidato dai Dimonios e dal loro comandante, il generale Andrea Fraticelli, sono caduti alcuni detriti di razzi intercettati dai sistemi antimissile israeliani. Secondo quanto ha reso noto il ministero della Difesa, non si registrano feriti se non un militare italiano, appunto, che ha lamentato dolore per la polvere dei detriti finita in un occhio. Il componente del contingente è stato subito soccorso e assistito dal personale sanitario, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. «Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in contatto con il Capo di Stato maggiore, con il Comando operativo di vertice interforze e con il comandante del contingente italiano di Unifil per ricevere continui aggiornamenti sulle condizioni del personale militare e sulla situazione in corso», si legge in una nota della Difesa. La base di Shama è proprio quella dove ha sede il comando Ovest della missione Onu e dove opera la maggior parte dei Sassarini.
La situazione
Oltre un milione di persone sfollate dall’inizio delle ostilità tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo scorso, le forze dell’Idf che avanzano e i Sassarini che restano saldamente al loro posto nella missione sotto l’egida dell’Onu, mentre sulle loro teste volano missili e jet. È questo lo scenario in Libano. I combattenti di Hezbollah, il partito di Dio legato ai Pasdaran iraniani, cercano di resistere all’avanzata israeliana nel sud del Libano, nella linea di demarcazione tra i due Paesi, creata sulla base della risoluzione Onu 1701 dopo la guerra del 2006. Sulla striscia vigilano appunto i caschi blu di Unifil. Negli ultimi giorni, si continuano a registrare scontri tra l’Idf, che cerca di allargare la sua fascia di influenza e ridurre i presidi di Hezbollah. Nel frattempo, le autorità libanesi hanno annunciato che oltre un milione di persone si sono registrate al sito web del ministero degli Affari sociali, dichiarandosi sfollate, dal 2 marzo.
La Sassari
Lo spostamento dei libanesi è avvenuto dopo le intimazioni di Israele e nei giorni scorsi i militari della Brigata Sassari hanno scortato centinaia di persone, soprattutto cristiani, che hanno deciso di andare via per non restare intrappolati tra Idf e Hezbollah. Nonostante gli annunci di Tel Aviv, dunque, che intima alla popolazione civile di lasciare la zona sud del Libano, dove è operativa la missione Onu, e di spostarsi a nord del fiume Litani, i militari sardi, dal 4 marzo al comando del settore Ovest di Unifil, restano al loro posto, dispiegati sul terreno per monitorare e riferire in modo imparziale sugli sviluppi della situazione, mantenere i contatti tra le parti e, quando possibile, facilitare l’assistenza umanitaria e le misure di protezione per la popolazione civile.
La situazione nel Sud del Libano rimane «estremamente complessa e delicata», ha spiegato il generale Diodato Abagnara, comandante di Unifil. Nelle basi Onu e dal punto di vista operativo, tuttavia, sono state adottate «tutte le misure di sicurezza necessarie per il nostro personale». Capita che i militari italiani, quando non impegnati in attività operative, siano costretti a restare nei bunker durante gli scambi di colpi tra Israele e Hezbollah. In questo quadro, Unifil ha rinnovato l’appello affinché cessino immediatamente le ostilità e sia Israele che Hezbollah tornino a impegnarsi per attuare la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell’Onu. L’obiettivo resta garantire sicurezza e stabilità per i civili su entrambi i lati della “Blue line” a sud del fiume Litani.
Le donazioni
Resta alta, inoltre, da parte dei peacekeeper l’attenzione nei confronti delle comunità «colpite dai persistenti scambi di fuoco nel sud del Libano», spiegano da Unifil. I soldati italiani hanno effettuato donazioni di generi alimentari alle persone sfollate a Tiro. Il 13 marzo, i caschi blu con il tricolore «hanno consegnato oltre 13 tonnellate di alimenti confezionati – oltre a kit medici essenziali, medicinali e kit per l’igiene – alla Disaster management unit (Dmu) dell’Unione dei Comuni di Tiro, affinché fossero distribuiti tra gli sfollati, che attualmente sarebbero pù di 13mila persone». È stato proprio il generale Andrea Fraticelli a consegnare i rifornimenti al presidente dell’Unione dei Comuni, Hassan Dbouk, e al direttore della Dmu, Mhana Mortada, si legge in una nota. Le forniture sono state acquistate con fondi della Difesa italiana e contributi di Fondazione Banco farmaceutico e alcuni Rotary club.
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