Dopo le minacce dei pasdaran – «Braccheremo e uccideremo il criminale sionista Netanyahu» – i missili iraniani sono tornati a prendere di mira Gerusalemme: intercettati i missili, giganteschi frammenti sono caduti nell'area degli edifici governativi, dove si trova anche l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, costretto ad apparire in video per il secondo giorno consecutivo per smentire voci sulla sua morte. Il premier si è fatto riprendere mentre beveva un cappuccino in un caffè di Sataf, alla periferia di Gerusalemme, controllando al tempo stesso che i cittadini abbiano accesso ai rifugi.
Frammenti sono caduti nei pressi del Santo Sepolcro e della Spianata delle Moschee. È la prima volta nell’attuale fase del conflitto che Gerusalemme viene presa di mira con tanta intensità. Le sirene antiaeree suonano ormai con frequenza quasi quotidiana. Nel quartiere cristiano della città vecchia, un grosso frammento è precipitato sul tetto del patriarcato greco-ortodosso, accanto alla cupola del Santo Sepolcro, a pochi metri dalle abitazioni. Altri resti di missili intercettati hanno colpito il villaggio di Silwan e distrutto una casa a Ras al-Amud, quartieri palestinesi vicini ai luoghi santi.
Secondo i soccorritori del Maghen David Adom, gli interventi sono stati numerosi ma non si registrano vittime, grazie al rispetto delle indicazioni di sicurezza anche nei quartieri palestinesi di Gerusalemme est. Tuttavia nella città vecchia la situazione resta critica: i vicoli stretti non dispongono di rifugi e gli abitanti si proteggono nelle stanze più interne delle case. L’area è quasi deserta. Come nel resto del Paese sono vietati assembramenti superiori a cinquanta persone, mentre la polizia limita l’accesso ai non residenti e i luoghi santi sono chiusi ai fedeli.
Secondo il centro di ricerca Inss, dall’inizio della guerra l’Iran ha lanciato circa 300 missili – metà con munizioni a grappolo – e 500 droni, oltre ai più di 1.200 razzi sparati dal Libano, circa 400 dei quali hanno raggiunto il territorio israeliano. Il sistema difensivo multilivello di Israele offre ampia protezione ma non è infallibile: 12 persone sono morte per impatti diretti e i detriti dei missili intercettati rappresentano un pericolo significativo.
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