L’incontro.

“Una Camaldoli Europea”, al College di Sant’Efisio si parla di pace e libertà 

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A Camaldoli, in Toscana, c’è l’eremo dove i cattolici italiani si riunirono nel 1943, a guerra ancora in corso, per mettere le basi di una Costituzione che ripudiasse la guerra come strumento di composizione dei conflitti internazionali.

Un luogo simbolo della pace e della libertà, al quale si è ispirato il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, per la sua proposta di una “Camaldoli europea”, idea che sarà al centro della tavola rotonda organizzata dal College Universitario Sant’Efisio, insieme al Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) e all’associazione Nuova Camaldoli, in un momento storico carico di tensione e segnato dai conflitti.

L’appuntamento è per martedì dalle 18, nella sala Benedetto XVI del College, in via Monsignor Cogoni. Al centro del dibattito, appunto, l’idea del cardinale Zuppi, che propone un nuovo codice in grado di restituire all’Europa la propria anima. Un piano condiviso di civiltà, un poliedro fatto di lingue, religioni, saperi, letterature, arti, culture popolari. Principi già proclamati nella Carta dei diritti dell'Unione e nel Trattato di Lisbona: libertà, fraternità e uguaglianza; democrazia liberale e stato di diritto; solidarietà, sussidiarietà e partecipazione; bene comune e giustizia sociale; sviluppo sostenibile ed ecologia integrale; identità culturale e umanesimo europeo; pace e non violenza.A confrontarsi ospiti d’eccezione: Luigi D’Andrea (presidente Meic), Francesco Gagliardo (Nuova Camaldoli), i docenti universitari Luca Lecis (storico) e Francesco Pigliaru (economista). Introdurrà il professor Giovanni Lobrano, conclusioni dell’arcivescovo Giuseppe Baturi, modera il giornalista Franco Siddi.

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