Un “libro di vetta elettronico”, con tanto di Qr Code, accanto a quello tradizionale cartaceo, è stato “collocato” nei giorni scorsi sulla cima di Punta Caroddi, l’affusolata guglia calcarea alta 168 metri che sovrasta Cala Goloritzè, meta ogni anno di centinaia di arrampicatori. L’idea di potenziare il “libro di vetta” sul quale gli scalatori amano lasciare una firma o un pensiero speciale, come testimonianza del loro passaggio in cima, è venuta al giovane arrampicatore baunese Francesco Cabras, 25 anni, già esperto climber, visto che sul simbolo di Cala Goloritzè è salito ormai una ventina di volte.
Buona idea
Francesco è cresciuto a pane e arrampicata, essendo figlio d’arte. Il padre Antonio Cabras, infatti, una delle prime guide del trekking Selvaggio Blu e storico gestore del “Rifugio” della Cooperativa Goloritzè, nell’altopiano di Golgo, è stato il primo baunese, nel 1996, insieme all’allora collega Mariano Lai, a salire in cima a Punta Caroddi. «La prima volta sono salito nel 2021 – racconta Francesco Cabras – e da allora, a ogni arrampicata ho sempre trovato il libro delle firme, conservato in una cassettina di metallo, visibilmente peggiorato, in termini di condizioni generali, a causa dell’azione degli agenti atmosferici, e perciò qualche tempo fa ho iniziato a sviluppare un sito web appositamente destinato alla firma della salita di Punta Caroddi».
Applicazione
E così è nata la piattaforma online goloritze.lovable.app raggiungibile tramite un QR Code. E qualche giorno fa Francesco Cabras, insieme a un amico climber, Lorenzo Secci, ha scalato la guglia di Goloritzè per l’ennesima volta, appositamente per collocare all’interno della cassetta metallica un cartoncino con stampato il Qr Code che, inquadrato con lo smartphone, porterà gli arrampicatori direttamente alla pagina elettronica delle firme. «Ovviamente il libro di carta rimane al suo posto, mantenendo intatto il fascino della tradizione – sottolineano i due arrampicatori - ma adesso c’è anche un altro strumento capace di proteggere pensieri che meritano di non andare perduti, e così si potrà creare un vero e proprio archivio digitale che conserverà i pensieri di chi è arrivato in cima».
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