Il dibattito

Legge elettorale, preferenze in bilico 

La Lega spegne l’entusiamo di FdI: «Se insistono, riforma a rischio» 

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Un avviso ai naviganti chiaro e forte sulla legge elettorale. La Lega, dopo che FdI col capogruppo Galeazzo Bignami aveva accennato alla possibilità di un emendamento unitario sulle preferenze, reagisce senza mezzi termini: se fossero approvate, «ci sarebbe un grosso problema», la riforma salterebbe, fa sapere dalle colonne di Repubblica il relatore leghista Igor Iezzi.

La frenata

Dunque, sulla legge elettorale il partito della premier è un sorvegliato speciale, visto che a Giorgia Meloni il tema delle preferenze è caro. Ma intanto alla prima scadenza degli emendamenti, prevista per lunedì, sul tema non presenterà nulla a proprio nome. Ci sarà comunque ancora un po' di tempo, visto che – in base al regolamento – il termine ultimo verrà posticipato al 6 luglio, vigilia delle votazioni in Aula. Qualcuno all’opposizione legge le mosse di Bignami come un modo per saggiare gli esami e testare le reazioni degli alleati che puntualmente sono arrivati. Gli emendamenti dovranno arrivare anche da altre forze politiche, con i vannacciani in testa, tanto che non si esclude la richiesta della fiducia, che comporta appunto la decadenza delle modifiche, anche se in maggioranza questa ipotesi viene negata.

Gli altri nodi

Il tema delle preferenze non è l’unico a dividere. Nel capitolo delle limature figurano anche le circoscrizioni Estero e il voto dei fuori sede, soprattutto gli studenti. In particolare su questo secondo punto sono aperte diverse questioni tecniche: un'ipotesi è quella del seggio telematico, sul quale però peserebbe un tema di sicurezza); in alternativa emerge la comunicazione tra presidenti di seggio, anche se verrebbe violata la segretezza del voto. La terza opzione considerata è il trasporto delle schede. Al momento non c’è una soluzione. Da risolvere anche i criteri per l’esonero dalla raccolta delle firme, su cui si sta battendo +Europa che considera «la questione di agibilità democratica», va all'attacco Riccardo Magi. Spavaldi sul punto i vannacciani: «Siamo pronti a tutto, anche al voto anticipato, le firme non sono un problema», dice il deputato Edoardo Ziello. L’opposizione annuncia battaglia in Aula, da subito con l'esame delle questioni pregiudiziali, legate a dubbi di costituzionalità sui premi di maggioranza non agganciati a soglie minime di consenso, un tema già bocciato dalla Consulta.

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