Turismo di lusso in crescita in Italia anche grazie alle previste apertura di quasi 200 hotel di lusso, boutique property, resort esperienziali e grandi brand internazionali. Vale 10,4 miliardi di euro, e in vetta all'Elite Index (Exclusive Luxury & International Tourism Evaluation) ideato da Demoskopika si collocano Lazio, Trentino Alto Adige, Campania, Valle d’Aosta e Sardegna.
I numeri
La spesa turistica diretta generata nel 2025 dal segmento alberghiero luxury è il 17,3% del totale stimato negli esercizi alberghieri (pari a poco più di 60 miliardi). Dal 2008 i pernottamenti di fascia alta sono cresciuti del 111,1%, mentre nell’insieme degli esercizi alberghieri l'incremento si è fermato al 14,5%.
Ogni pernottamento in un albergo di fascia alta genererebbe mediamente 702 euro di spesa turistica diretta, a fronte di 209 euro della media alberghiera. Ma il lusso resta concentrato in poche destinazioni: 17 province (Roma, Bolzano, Venezia, Firenze, Milano, Napoli, Sassari, Padova, Brescia, Genova, Messina, Palermo, Aosta, Como, Siena, Salerno e Agrigento) raccolgono il 79,2% delle presenze e in 25 non opera alcun albergo a 5 stelle. In particolare, la sola provincia di Roma assorbirebbe il 19,7% dei pernottamenti, seguita da Bolzano con il 13,1%.
I “big spender”
Le presenze nelle strutture di fascia alta hanno sfiorato, inoltre, i 14,9 milioni di pernottamenti, con oltre 4,9 milioni di arrivi, confermando l'attrattività crescente dell'Italia per la clientela alto-spendente. E, rispetto ai dodici mesi del 2024, i movimenti turistici del segmento d'alta gamma in Italia segnano una crescita pari, rispettivamente, al 5% per gli arrivi e al 5,7% per le presenze. Gli undici paesi big spender individuati dalla ricerca (Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Svizzera, Austria, Spagna, Paesi Bassi, Canada, Australia, Giappone), che rappresentano il 62,2% delle presenze straniere negli esercizi alberghieri, avrebbero generato nel complesso degli esercizi alberghieri un giro d'affari, tra le varie componenti della spesa turistica, quantificabile in 21,4 miliardi di euro.
La destagionalizzazione
«Più che moltiplicare le strutture», sottolineano i ricercatori di Demoskopica, «occorre farle lavorare di più e più a lungo. Dove l'offerta di lusso è recente o fortemente stagionale, come in larga parte del Mezzogiorno, il tasso di utilizzo dei posti letto resta lontano dalla media nazionale del 37,1%: è lì che collegamenti, servizi e allungamento della stagione potrebbero produrre il ritorno più rapido, rafforzando la reputazione internazionale del nostro Paese come meta di lusso».
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