La crisi

Trump: scioccato da Meloni, pensavo che avesse coraggio 

Pesante affondo contro la premier che ha difeso il Papa: «Non la sento da tanto. Non fa nulla per il petrolio: a voi piace?» 

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Un attacco senza precedenti contro una leader che più degli altri ha tentato di tenere aperto il dialogo tra Stati Uniti ed Europa. Dopo aver preso di mira il Papa, per la seconda volta in due giorni Donald Trump ha scosso bruscamente l’albero delle relazioni internazionali scagliandosi contro Giorgia Meloni: «Sono scioccato, pensavo avesse coraggio», le parole di fuoco rivolte alla premier italiana, accusata di mancato sostegno agli Stati Uniti nella guerra all’Iran. Un affondo senza filtri, durante una telefonata con il Corriere della Sera, che ha condensato tutta l’insofferenza del tycoon verso il Vecchio Continente. La miccia si è accesa dopo l’intervento di Meloni a difesa del pontefice: «Le parole di Trump sono inaccettabili. Quando non si è d’accordo con un alleato bisogna dirlo».

Lo scontro

«È lei ad essere inaccettabile, non le interessa se Teheran ha l’atomica», ha replicato l’inquilino della Casa Bianca, secondo cui gli appelli alla pace fanno il gioco degli ayatollah. Trump già all’inizio di questo suo secondo mandato non ha avuto remore a picconare i colleghi europei, come Macron, Starmer e Sanchez, per marcare la distanze su dossier critici come le guerre in Ucraina e a Gaza, la questione Groenlandia e le relazioni commerciali con l’Ue, incrinate dall’aumento dei dazi. Al contrario Meloni, grazie all’ottimo rapporto costruito con l’alleato americano (era stata l’unica leader di un grande Paese Ue a partecipare alla cerimonia di insediamento, era stata finora risparmiata, pur avendo marcato dei distinguo su certe posizioni di Washington. Il cambio di rotta verso la premier è arrivato in una fase di stallo del conflitto in Iran, che Trump non è ancora riuscito a chiudere, a suo dire anche per il mancato aiuto da parte degli alleati tradizionali.

Alta tensione

È partita da qui l’invettiva contro Meloni durante la telefonata con il Corriere: «(A voi italiani) piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo», ha esordito Trump, riferendosi al blocco di Hormuz da parte dei Pasdaran che ha fatto impennare i prezzi del greggio. «L’Italia non vuole essere coinvolta» per liberare lo Stretto, «pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei», ha aggiunto, puntualizzando che con la premier non ci sono contatti telefonici «da molto tempo» perché «non vuole aiutarci con la Nato».

L’immigrazione

È una critica legata a doppio filo con quella a Prevost: il Papa «non capisce e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese». Poi rilancia la retorica dell’Europa che muore «distruggendo sé stessa dall’interno» con le sue politiche sui migranti e l’energia. Anche in questo caso non è mancata una stilettata a Meloni, prendendo come spunto la sconfitta di Orban alle elezioni in Ungheria: «Era un mio amico, ha fatto un buon lavoro sull’immigrazione. Non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo paese come ha fatto l’Italia».

Ministri schierati

Dal governo il ministro degli Esteri Antonio Tajani sottolinea che la premier «dice ciò che pensa» e «difenderà sempre l’Italia». Quella con gli Stati Uniti è una «solida alleanza» che «non ci impedisce di dire ciò che pensiamo». «Alleati non vuol dire accettare tutto in silenzio», dice il collega della Difesa, Guido Crosetto, sottolineando che la presidente del Consiglio «sul Papa ha rappresentato un sentimento nazionale e non una posizione politica». Dalla Lega il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio invita Trump a bere una «camomilla».

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