la crisi

Allarme sulla continuità «Voli a rischio in estate» 

Salvini: le compagnie chiedono di aumentare le tariffe E Aeroitalia rilancia: in gioco la sostenibilità del sistema 

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«Le compagnie mi chiedono di aumentare i prezzi dei biglietti per i cittadini, anche quelli in continuità territoriale per la Sardegna, la Sicilia, la Calabria. Io sono riuscito a tenere tutto fermo per il momento, ma è chiaro che se il conflitto e il caro cherosene andassero avanti per altre settimane, sarebbe complicato». Fanno paura, nell’Isola, le parole pronunciate da Matteo Salvini in un’intervista a Rtl 102.5: il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti rivela ad alta voce il timore che da alcuni giorni serpeggia tra gli addetti ai lavori, e cioè che neppure la continuità territoriale sia al riparo dagli effetti negativi della guerra in Medio Oriente.

Danni per il turismo

Il caro carburanti, legato in particolare alla chiusura dello Stretto di Hormuz, potrebbe pesare in misura molto consistente sui conti delle compagnie aeree (e anche su quelle di navigazione, a dire il vero). Forse fino a rendere insostenibile il sistema di tariffe agevolate per chi risiede nelle isole. Da qui l’allarme lanciato da Salvini: quello del trasporto aereo, secondo il vicepremier, «è il vero problema contingente, anche perché l’Italia dal turismo ha decine di miliardi di euro di incassi, non vorrei ci fossero problemi in estate».

Un assist subito colto da Aeroitalia, attore principale della continuità territoriale dato che attualmente gestisce cinque delle sei rotte che collegano gli aeroporti isolani con Roma e Milano (solo la Alghero-Linate è gestita da Ita Airways). Poco dopo le dichiarazioni di Salvini, l’ad della compagnia Gaetano Intrieri ha diffuso una nota per «ringraziare a nome di tutta Aeroitalia il vicepremier Matteo Salvini, per l'attenzione e la sensibilità dimostrate rispetto all'allarme legato all'aumento straordinario del costo del carburante per l'aviazione, un tema che incide in modo diretto sulla sostenibilità economica del trasporto aereo, in particolare per la continuità territoriale nelle regioni Sardegna, Sicilia, Calabria e Friuli».

Le forti tensioni nello scenario internazionale, continua il comunicato, sanno creando «difficoltà crescenti per tutte le compagnie aeree che operano sul territorio nazionale. Questa situazione rischia di compromettere non solo l'accessibilità delle nostre isole ma anche la tenuta della stagione estiva, ormai alle porte. Per questo chiediamo l'attivazione urgente di un tavolo tecnico di confronto al ministero delle Infrastrutture che coinvolga tutte le parti interessate: autorità nazionali, rappresentanti delle Regioni maggiormente impattate, compagnie aeree, gestori aeroportuali e operatori del settore energia».

Intrieri auspica «un dialogo concreto e trasparente» per «individuare soluzioni condivise e tempestive per affrontare un'emergenza che riguarda la coesione territoriale, la mobilità dei cittadini e la competitività del nostro Paese. Aeroitalia - ha concluso Intrieri - è pronta a fare la propria parte, in uno spirito di piena collaborazione nell'interesse degli utenti e del sistema di trasporto aereo italiano».

Gli altri nodi

Le difficoltà per il mercato dell’energia, d’altra parte, possono avere (anzi, stanno già determinando) conseguenze negative su molti altri aspetti. In particolare, le pressioni e i timori per ulteriori rincari delle bollette di luce e gas (oltre che della benzina e del gasolio per autotrazione) spingono Salvini a ipotizzare con il collega dell’Economia Giancarlo Giorgetti «soluzioni» per famiglie e imprese, tra cui «il blocco del conto delle bollette»: cioè fermare gli aumenti scattati dal 27 febbraio, al pre-guerra in Iran «per tutto il 2026». Stessa cosa per benzina e gasolio.

Ma non sarà semplice. Azzerare gli aumenti è roba da decine di miliardi di euro, ed è la strada che scelse il Governo nel 2022-2023 dopo lo scoppio della guerra in Ucraina: allora costò intorno ai 90 miliardi, ricorda il presidente di Nomisma energia Davide Tabarelli, secondo cui si tratta dunque di «tagliare le tasse e aumentare il debito pubblico». Quindi derogare al Patto di Stabilità, cosa su cui al momento Ursula von der Leyen ha posto il veto.

Avviso all’Ue

Però «la situazione economica per milioni di italiani rischia di diventare sempre più complicata», rincara il leader leghista. E lo urla in Europa: l'Ue «a noi chiede rigore» ma «la situazione è delicata. O Bruxelles se ne accorge – è il ragionamento di Salvini – o la sveglia gliela suoniamo noi. Se si può derogare tutti insieme al Patto di stabilità, bene così. Altrimenti saremo costretti a procedere da soli, e voglio vedere se qualcuno aprirà un'infrazione se oseremo aiutare le imprese e le famiglie italiane in difficoltà visto l'aumento del costo dell'energia». Peraltro, ha ricordato Salvini, «la Francia ha superato il 5%, noi siamo al 3». E ancora: «Pensate cosa sarebbe senza il miliardo di euro messo in bilancio» per il taglio delle accise, prorogato al primo maggio, ma che il ministro intende far proseguire. Anmche secondo l'Ance, «con il blocco di Hormuz la deroga del Patto di Stabilità non può attendere».

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