La mobilitazione.

A San Leonardo spuntano i pannelli  

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Nuova offensiva agrivoltaica nel Montiferru, stavolta in agro di San Leonardo, territorio di Santu Lussurgiu, in terre già dedite all’agricoltura, in particolare utilizzate per la zootecnia, uno dei cardini dell’economia lussurgese. Il progetto proposto in sordina da un’impresa di Trieste prevede una centrale agrivoltaica di potenza nominale pari a 19,847 MW, capace di immettere in rete 16,8 MW, con relative opere di connessione.

Netta l’opposizione del Gruppo d’intervento giuridico, inoltrata al ministero della Cultura, alla Regione, al Suape del Montiferru e Alto Campidano, alla Soprintendenza e al Comune: «San Leonardo è tutelato con vincolo paesaggistico e culturale. Eppure, proprio lì con una semplice procedura abilitativa semplificata, una società energetica triestina intende realizzare impianti che, per la potenza prevista, devono essere assoggettati alla preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione d’impatto ambientale», precisa il presidente Stefano Deliperi.

Una centrale agrivoltaica altamente impattante sul patrimonio naturale, ricco di boschi, acque sorgive: «Non si sente proprio il bisogno di uno stravolgimento di un sito di così grande rilevanza naturalistica e storica – prosegue Deliperi - in Sardegna, le istanze di connessione di nuovi impianti presentate a Terna (gestore della rete elettrica nazionale) al 31 gennaio 2026 risultano 645, pari a 45,08 GW di potenza. Più di 23 volte gli impianti oggi esistenti nell'Isola, con una potenza complessiva di 1,93 GW: 1926 MW esistenti, di cui 1.054 MW di energia eolica a terra +872 di energia solare fotovoltaica».Per Deliperi è «un’overdose di energia che non potrebbe esser consumata sull’Isola, che già oggi produce circa il 38% in più rispetto al proprio fabbisogno e che non potrebbe esser trasportata verso la Penisola, perché quando entrerà in funzione il Thyrrenian Link la potenza complessiva dei tre cavidotti sarà di circa 2 mila MW, e tantomeno potrebbe essere conservata».

L’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile (sole, vento, acqua) è «sacrosanto, ma in assenza di pianificazione e di buon senso, emergono le peggiori iniziative di speculazione energetica. È ora che ciascuno di noi faccia sentire la sua voce, firmando la petizione promossa dal Grig. Siamo quasi 23mila ad averlo già fatto», conclude Deliperi.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI