La premessa è doverosa: «Il problema non sono le rotatorie, ma il fatto che manca una cultura stradale», parola di esperto. Ne è assolutamente convinto Omar Cruccu, titolare dell’omonima autoscuola in via Campania, istruttore e insegnante. La sua non è una promozione a pieni voti, ma sull’utilità non si discute.
«Hanno dei limiti, ma sono indubbiamente utili: riducono i tempi morti al semaforo, i tempi di smaltimento che il rosso crea, ed eliminando le code lo smog è sicuramente inferiore», spiega. «Chiaramente anche in termini di sicurezza si hanno dei vantaggi: ad esempio i mezzi pesanti riescono a fare inversione di marcia, e azzerano i punti di conflitto degli incroci tradizionali. Quindi diciamo che gli aspetti positivi sono tanti, ma l’assenza di una cultura stradale in generale pesa: perché l’obiettivo sembra non fare inserire l’altro», commenta. «Ma va anche detto che a mio avviso la rotatoria non non va fatta dappertutto, resta comunque l’errore originario: il nostro fregarcene di tutto, di buon senso e normative», rimarca. «Anche se in realtà il Codice della strada non dettaglia molto bene il loro uso: qualche freccia direzionale aiuterebbe nell’uso corretto delle corsie». (sa. ma.)
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