L’intervista

«Sono un ragazzino, mai una sbronza e leggo tutti i giornali» 

Nella sua casa di Nuoro festeggiato dai figli e dal sindaco Emiliano Fenu 

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La sala piena. Pure il primo cittadino di Nuoro, Emiliano Fenu, ieri è andato a fargli visita, con tanto di targa e una porzione di Consiglio comunale al seguito. Lui, però, fa spallucce, con accanto le figlie Titti e Annamaria (gli altri due figli, Mariangela e Luigi, arriveranno venerdì, ndr ): come se il traguardo appena raggiunto fosse una cosa di poco conto. «Ho solo compiuto “8” anni, sono ancora un ragazzino», ironizza Sebastiano Maccioni, per tutti l’ingegnere Bustianu . Sì, 108 anni e non sentirli. «Si tira, finché si tira non mi posso lamentare. All’anagrafe sono nato il 9 novembre del 1918, in realtà la data giusta è il 4».

Ci sveli il suo segreto: come si arriva a 108 anni?

«Lo stile di vita è fondamentale: non ho avuto mai “stravizi”. Da giovane può essere capitato che abbia bevuto qualcosa con gli amici, una o due sere. Comunque, non mi sono mai sbronzato in vita mia. Sì, perché mentre gli amici talvolta esageravano, anche adolescenti, io mi controllavo. Loro bevevano il vino, io un sorso d’acqua».

Sono note le sue mattine nello storico “Bar Cambosu”, a due passi dal Corso: ci va ancora per la colazione?

«Fino a un mese e mezzo fa ci andavo, poi mi hanno “fregato” le gambe e la schiena. Dal portone di casa alla strada ci sono due gradini, adesso per me sono diventati una sorta di “discesa dall’Everest”. Ho bisogno di due sostegni, solo per questo ho dovuto rinunciare. Con gli amici, però, mi sento al telefono tutti i giorni. La chiacchierata non manca mai».

Qualche anno fa avevamo fatto un’intervista per il Tg di Videolina, mentre era al volante della sua Seicento bianca. Quanto le manca l’auto?

«Molto. Mi hanno “tolto” la patente. O meglio, mi era scaduta e non me l’hanno più rinnovata: avevo quasi 105 anni, mancava un mese».

Da poco abbiamo visto il suo volto “rimbalzare” nei canali social dell’Asl di Nuoro. Ha scelto di fare il testimonial per la campagna di vaccinazione antinfluenzale: perché?

«Perché in passato io e mia moglie prendevamo sempre l’influenza. Poi, un giorno, il mio storico medico di famiglia, nonché amico, Peppe Mulas, mi disse: “ Bustia’, cust’annu est essiu su vaccinu. Crasa lu vatto e lu fachimus . Ebbene, da quando abbiamo iniziato a fare il vaccino non abbiamo più avuto l’influenza. Purtroppo lei è mancata circa una ventina d’anni fa. Comunque, appena arriva io ogni anno lo faccio. L’ho già fatto, sto benissimo, non mi fa alcun effetto: come se bevessi un bicchiere d’acqua».

Ha fama di essere un grande lettore, anche munito di tablet. Legge sempre i quotidiani?

«Tutti, non mi devono mancare».

Dunque, parliamo di politica: come vede quella locale, regionale e nazionale?

«La situazione non è che sia molto tranquilla, purtroppo. Questa crisi internazionale sta colpendo tutti, non solo noi italiani. L’economia non può crescere, in questa fase: è stagnante».

E la situazione isolana?

«Il governo regionale non lo vedo molto brillante. La sanità è uno dei problemi da risolvere, ma ce ne sono tanti altri. La governatrice Todde la conosco solo di vista, non ho mai avuto il piacere di incontrarla. Questo governo dell’Isola, comunque, mi pare senza infamia e senza lode».

Questo è l’anno deleddiano: cosa ha rappresentato per lei Grazia Deledda?

«Sono un ammiratore, ho letto tutti i libri della Deledda. È stata una grande scrittrice. Per un periodo questa città l’ha guardata con sufficienza, e la cosa mi dava fastidio. Invece, è un Nobel meritato: una scrittrice nata».

Il sindaco le ha dato una bella targa, lei ha ricambiato con un dono speciale?

«Con i miei figli abbiamo deciso di donare alla città due terreni in cui sono presenti dei reperti nuragici che crediamo possano arricchire il patrimonio archeologico della comunità».

I 108 anni sono arrivati. Ora che obiettivi si pone?

«Bisogna essere realisti e fare i “conti” con l’età. La natura, purtroppo, è fatta così».

A chentuchimbanta?

«Sì, a medas … Indefinito, possono anche essere 150».

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