Decimomannu.

Trincea 130, il comitato sul piede di guerra 

Esposto dell’associazione: «Sicurezza negata». Anas: «I lavori? Non c’è una data certa» 

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«Noi siamo pronti a tutto, anche a farci arrestare: questa storia deve finire subito». Non usa toni diplomatici Ottavio Schirru, coordinatore del comitato spontaneo per la sicurezza della statale 130. La rabbia accumulata in cinquant’anni di pericoli, promesse disattese e pratiche insabbiate è esplosa nella seduta straordinaria di giovedì scorso, convocata all’indomani dell’ennesima tragedia stradale che ha sconvolto la comunità. Il 4 novembre, all’altezza del tristemente noto incrocio “della morte” tra Decimomannu e San Sperate, a perdere la vita nel buio dell’asfalto è stato un ragazzo di soli 19 anni, Maurizio Porcu, di Selargius.

Il diritto negato

L’ennesimo drammatico tributo di sangue che ha spinto il direttivo del comitato a formalizzare una segnalazione-denuncia inviata a Procura della Repubblica di Cagliari, Prefetto, Anas e sindaca di Decimomannu. Nel documento si richiama il «diritto alla libera circolazione sancito dall’articolo 16 della Costituzione» e si evidenziano le «gravi carenze di prevenzione in un punto critico che ha registrato ben sei incidenti di estrema gravità negli ultimi mesi». Il comitato ha inoltre stigmatizzato la gestione dei recenti cantieri estivi per la posa della fibra ottica all’interno della rotonda, «condotti senza un minimo di illuminazione, sicurezza né controllo del traffico, con mezzi lasciati parcheggiati persino di notte».

L’impegno in Regione

Una battaglia di civiltà che in queste ore trova sponda nelle aule della politica regionale. Il consigliere Stefano Schirru (Alleanza Sardegna) ha annunciato la presentazione di una mozione in Consiglio regionale per impegnare la Giunta ad accelerare le procedure di messa in sicurezza e sostenere l’azione dell’amministrazione comunale di Decimomannu. «Il progetto per l’eliminazione degli incroci a raso esiste già, così come gli impegni assunti dalla Regione. Servono fatti concreti, tempi certi e l’apertura dei cantieri. Quando le criticità sono conosciute da anni e gli incidenti continuano a ripetersi, l’inerzia delle istituzioni diventa una grave responsabilità politica», dichiara il consigliere.

L’accordo-quadro

Ma sul fronte dei cantieri, la risposta di Anas continua a muoversi su un binario di cautela burocratica che lascia profonda amarezza tra i residenti: «Confermiamo che i lavori verranno eseguiti con l’utilizzo di un accordo quadro esistente. La rotatoria non sarà dotata di illuminazione, ma fornita dell’adeguata segnaletica per convogliare il traffico della statale sulla rotatoria. Rimane invariata la volontà di agire secondo i tempi indicati, ma non si può dare una data certa». Una presa di posizione che rischia di riaccendere la protesta. L’assenza di un impianto di illuminazione e la mancanza di una data certa per l’avvio delle opere contrastano con l’urgenza gridata da un territorio stremato dai lutti. Tra la determinazione dei cittadini pronti alle barricate, il pressing in Consiglio e le cautele del gestore statale, la 130 resta un caso drammaticamente aperto.

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