Eccezionale scoperta archeologica a Porto Rotondo: sui fondali dell'esclusivo borgo turistico alle porte di Olbia sono state rinvenute tre anfore, probabilmente risalenti a duemila anni fa. Nel corso di un attività di immersione di routine finalizzata alla sicurezza subacquea, la squadra del sommozzatori della Polizia di Stato di Olbia ha notato un coccio di terracotta, apparentemente riconducibile a un reperto più grande che ha fatto partire una campagna di ricerca più ampia in ragione del sospetto della presenza di altri resti archeologici nelle vicinanze. Un'ipotesi confermata da una seconda immersione che ha restituito tre manufatti in terracotta, integri e solo parzialmente interessati da fenomeni di corrosione.
Informata la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, le prime valutazioni collocano le anfore tra le produzioni provenienti dall'area del Lazio, della Campania o della Spagna e potrebbero risalire a un periodo compreso tra la seconda metà del I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo. Testimonianza storica custodita per secoli sotto il mare di Porto Rotondo, spetta ora agli organi competenti stabilire con precisione l'origine, la natura, la datazione e il valore archeologico delle tre anfore. Il ritrovamento dei manufatti, poi, intensificato le indagini subacquee che hanno portato anche al rinvenimento di ulteriori reperti ancora in fase di qualificazione. (t.c.)
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