Settembre e ottobre non sono più soltanto i mesi di coda dell’estate isolana. Il clima che cambia, con temperature finalmente più fresche, e una stagione balneare che si allunga, stanno modificando anche le abitudini dei viaggiatori, portandoli anche lontano dalle spiagge.
Cammini, escursioni, borghi, cultura, archeologia ed enogastronomia sono solo alcuni dei prodotti capaci di intercettare questa nuova domanda. Ci sono percorsi da affrontare anche soltanto in un fine settimana e una rete escursionistica regionale che negli ultimi anni si è molto ampliata. Ci sono eventi come “Noi camminiamo in Sardegna”, che attirano a sé migliaia di escursionisti, o rassegne come quella di Autunno in Barbagia, che riportano i visitatori nei paesi dell’interno tra tradizioni, artigianato e produzioni locali. La Sardegna prova così a valorizzare ciò che ha da offrire quando il mare non è più il solo motivo per partire. Cultura, archeologia e paesaggio restano gli attrattori principali, affiancati dall’enogastronomia e dall’enoturismo. E cresce anche l’interesse per le Blue zone, soprattutto sul mercato statunitense. Poi ci sono gli eventi. Ottobre concentra oltre cento dei 500 grandi appuntamenti finanziati dall’assessorato al turismo, tra festival e grandi eventi sportivi. «Sono mesi assolutamente fondamentali – rilancia l’assessore al Turismo Franco Cuccureddu –. Perché è proprio fuori dai due mesi centrali dell’estate che passa la sfida dell’internazionalizzazione edela destagionalizzazione». E i numeri, questa volta, sembrano dare ragione alla scommessa. (
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
