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Traffico in tilt e piano in alto mare: l’agonia lunga vent’anni della 554 

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Da Selargius a Su Planu attraverso la 554. «Quando va bene ci metto un’ora, ma a volte anche due», spiega un automobilista imbottigliato nel traffico della famigerata strada statale che unisce Cagliari e l’hinterland passando per Pirri, Selargius, Monserrato, Quartucciu e Quartu.

Benvenuti sulla 554

Sono passate da poco le 8, da queste parti è una mattina come le altre, e infatti le colonne, chilometriche, non mancano, soprattutto in prossimità dei semafori di Selargius e Monserrato. «Io sto andando a Elmas, ma sono già in ritardo: ho un appuntamento di lavoro alle 9», racconta un altro automobilista, partito da Quartucciu con largo anticipo (secondo lui) proprio per evitare gli infernali incolonnamenti della 554. E, poi, c’è chi va all’ospedale Brotzu, chi deve lasciare Cagliari, direzione Oristano, e chi, alla guida del suo furgone, deve portare merce da un capo all’altro del capoluogo. «Tempo stimato due ore», ironizza l’autista in questione.

La lunga attesa

Ma tant’è: se è vero che a certi disagi non ci si fa mai l’abitudine, col progetto di riqualificazione della 554, varato 20 anni fa e accantonato definitivamente di recente, grazie anche all’intervento dei sindaci del Comuni interessati, al nuovo piano, forse, non ci crede più nessuno. A cominciare dagli automobilisti che ogni giorno percorrono l’infernale Statale tra rabbia, sconforto e rassegnazione. E gli occhi bene aperti per evitare incidenti, che, come le code, su questa strada sono all’ordine del giorno.

Il piano dei Comuni

«L’ultima volta che ci siamo interfacciati con la Regione e la Città metropolitana di Cagliari, ormai un anno fa, eravamo rimasti d’accordo che ci saremo rivisti per iniziare a porre le basi per un nuovo progetto che tenesse conto delle esigenze delle comunità che abitano il territorio: aspettiamo risposte e soluzioni», sottolinea Tomaso Locci, primo cittadino di Monserrato.

Secondo lui, per snellire il traffico e garantire un minimo di sicurezza, servirebbero rotatorie, percorsi ciclopedonali e corsie preferenziali per il trasporto pubblico e i mezzi di soccorso. «Se succede un incidente, per arrivare sul posto un’ambulanza non può metterci mezz’ora, si rischia la vita», aggiunge Locci, ben coordinato con i colleghi dell’hinterland. «Insieme al sindaco di Selargius», racconta, «abbiamo vinto la prima battaglia, che è stata quella della bocciatura del progetto della nuova 554, un progetto mastodontico che avrebbe richiesto, peraltro, uno spreco enorme di risorse pubbliche senza risolvere i problemi. La guerra però è ancora aperta». Gli fa eco proprio Gigi Concu. «Al di là dei tanti appelli lanciati e delle tante promesse succedutesi negli anni, è tutto inaccettabilmente fermo», spiega il sindaco di Selargius: «Non sono servite le note inviate a Regione e Anas: si continua a rimandare o fingere che la sicurezza della statale non sia prioritaria, lasciando il problema agli amministratori locali». Anche Concu pone l’accento sul ruolo dei Comuni: «Occorre un’immediata soluzione e il coinvolgimento attivo dei territori: non è ammissibile che si pensi a un progetto calato dall’alto, che segue logiche certamente diverse dalle priorità di chi è chiamato a mettere il bene collettivo davanti a tutto».

In trincea

Concorda il primo cittadino di Quartucciu. «Abbiamo sempre sollecitato affinché il progetto ci veda protagonisti», conferma Pietro Pisu, che porta avanti l’idea della trasformazione in strada urbana di quella che per un tratto, tra il Margine Rosso e lo svincolo per Quartucciu, è già stata ribattezzata viale Europa. «A più riprese in questi anni mi sono speso per questa proposta: declassare la 554 da strada statale a strada comunale non dev’essere un problema per le amministrazioni, bensì un’opportunità, con la Città metropolitana di Cagliari che potrebbe farsi carico della gestione e della manutenzione della stessa», rilancia Pisu: «La 554 va messa in sicurezza in tempi rapidi».

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