Sindacato

«Traditi gli impegni, il Governo dia risposte ai lavoratori in crisi» 

Le richieste di De Palma (Fiom) per le vertenze del Sud Sardegna 

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«Servono risposte prima di tutto dal Governo: il ministro Urso aveva preso impegni precisi per Portovesme che però non si sono ancora realizzati e non c’è più tempo da perdere. Ma nel frattempo la Regione deve stare al fianco dei lavoratori». Michele De Palma, segretario generale della Fiom, non ha dubbi su quanto occorra fare per dare una decisa smossa alle vertenze occupazionali nel Sud Sardegna. Ieri mattina ha prima partecipato all’assemblea che si è tenuta a Sarroch nella sala mensa della Sarlux per parlare della crisi dell’industria e dell’intesa sul rinnovo del contratto sulla quale si vota fino al 20 febbraio. L’assemblea organizzata dalle segreterie regionali di Fiom, Fsm e Uilm si è poi spostata nel pomeriggio nella sala Fratelli Fois a Portoscuso.

Nuovo contratto

Sono oltre 10 mila i lavoratori metalmeccanici della Sardegna che in queste settimane stanno svolgendo le assemblee in tutti i luoghi di lavoro per discutere la proposta di accordo. Nel suo intervento a Sarroch, Michele De Palma ha affrontato i temi comuni alle due aree industriali oggetto della sua visita e si è poi concentrato sul rinnovo del contratto nazionale: «La partecipazione straordinaria di oggi dimostra la voglia di poter decidere democraticamente sul rinnovo del contratto nazionale, tutti hanno espresso grande sostegno all’ipotesi di un accordo che aumenta il salario oltre l’andamento dell’inflazione e garantisce, nel caso di picco inflattivo, il salario delle lavoratrici e dei lavoratori, e tutela tutti i processi di stabilizzazione dei precari e offre la possibilità di investire risorse su salute e sicurezza. Questo contratto rimette al centro la dignità di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori».

I problemi

I metalmeccanici di Fiom, Fsm e Uilm del Sulcis, dove la crisi industriale di Portovesme mostra tutte le sue criticità da troppo tempo, non sono voluti mancare all’appuntamento di Portoscuso dove la sala Fratelli Fois ha registrato il tutto esaurito. «Qui ho trovato tanti operai disperati e arrabbiati ma decisi a riconquistare il lavoro. – ha detto al termine dell’assemblea Michele De Palma – Non vogliono stare a casa con gli ammortizzatori sociali, chiedono di rientrare in fabbrica. Servono risposte dal Governo innanzitutto: il ministro Urso aveva preso impegni precisi che però non si sono ancora realizzati, mentre la Regione deve stare al fianco dei lavoratori». Durante l’assemblea i segretari dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil hanno ripercorso le singole vertenze che coinvolgono la categoria: dalla Portovesme srl all’Enel, fino alla Sider Alloys, dietro ogni vertenza centinaia di operai metalmeccanici legati all’incertezza del futuro e agli ammortizzatori sociali. De Palma si è soffermato sulla questione Sider Alloys. «Ci troviamo in una situazione in cui le dichiarazioni dell’azienda non hanno trovato riscontro nei fatti – ha detto il segretario generale della Fiom Cgil – finora si sono prodotti più piani industriali che lavoro. È tempo che il ministro sia conseguente a quanto detto nelle riunioni di settembre. Finora ci sono state tante richieste d’incontro, mi faccio portavoce di queste istanze a Roma».

Nell’aria ancora una volta aleggia il tam tam della mobilitazione: «Servono risposte, una volta per tutte», hanno detto i segretari di Fiom, Fsm e Uilm.

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