Villacidro.

Parco eolico su terre demaniali, la Regione al Comune: serve una delibera del Consiglio 

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Le destinazione dei terreni gravati da usi civici è vincolata alla perpetua destinazione agro-silvo-pastorale, il Comune può cambiare la destinazione in caso di installazione di impianti di energia rinnovabile, a patto che emetta un atto amministrativo approvato dal Consiglio comunale.

L’assessorato regionale all’Agricoltura interviene sul parco eolico Santu Miali di Villacidro, completato e connesso già alla Rete di trasmissione nazionale. La nota della Regione ha infiammato il dibattito in Consiglio comunale a Villacidro. La minoranza è sul piede di guerra: «L’abbiamo detto e ridetto, l’eolico sui terreni demaniali andava fermato sul nascere». Il sindaco di Villacidro, Federico Sollai replica: «Troppo comodo scaricare sul Comune le responsabilità, la collaborazione con la Regione è stata puntuale su ogni passaggio dell’iter burocratico».

I vincoli

La Regione, tramite l’assessorato all’Industria, aveva diffidato la Das Villacidro, la società che ha realizzato l'eolico a Santu Miali, «dallo svolgimento di qualunque attività sui lotti per i quali non risulti dimostrabile il titolo di proprietà», e ora è tornata sulla questione. L’assessorato all’Agricoltura ha inviato una nota al Comune: «Esiste la possibilità di eliminazione dei sedimi interessati dall'elenco delle terre civiche di Villacidro, purchè restino destinati ad opere pubbliche. Ciò vale anche per i cavidotti che la Das ha posato nelle aree vincolate». E comunque sia, «spetta al Consiglio comunale, organo istituzionale rappresentativo dei cives, deliberare in merito». L’ultima parola passa alla Regione con «l’adozione di un’apposita determinazione dirigenziale dell’assessorato all’Agricoltura». Diversamente «i terreni demaniali, restano gravati dal vincolo dell'inalienabilità, dell'indivisibilità, dell'inusucapibilità e dalla perpetua destinazione agro-silvo-pastorale».

Le opere

Il vicesindaco, Dario Piras, difende l’operato del Comune in mderito all’iter complesso dell’impianto, ancor di più a partire da settembre 2024, con l’installazione della prima pala eolica alta 200 metri, al completo sono 10. «Stiamo lavorando per risolvere la questione, una procedura complessa che abbiamo seguito passo dopo passo con la Regione. È coinvolta anche la Provincia, questo perché in parte gli usi civici interessano la provinciale Villacidro-Samassi. Ci sono altri enti interessati, come il Consorzio di bonifica che in quel tratto ha già da tempo realizzata la condotta idrica che collega le varie dighe». Sollai aggiunge: «Non è semplice chiedere alla Das di spostare i cavidotti interrati, un costo di circa 30 milioni di euro. Non possiamo trascinare il Comune in un contenzioso. Le pale non c'entrano, sono nei terreni liberi».

La minoranza

«Le opere abusive devono essere smantellate», incalzano Antonio Muscas e Giancarlo Carboni dai banchi dell’opposizione. «Quello che denunciamo da oltre un anno – ricorda Muscas - ora è certificato dalla Regione: la Das ha eseguito lavori senza autorizzazione sulle terre della nostra comunità. La società pretende di agire indisturbata, l’inerzia del sindaco è evidente, si è sempre rifiutato di prendere posizione. A dispetto di quanto dice in Aula, non c’è un solo atto a firma sua o della giunta a supporto delle nostre richieste».

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