Genova

Bimba morta, la mamma voleva la custodia 

La donna accusata di omicidio aveva chiesto l’affidamento delle tre figlie 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Genova. Avrebbe dovuto comparire davanti al giudice di Imperia a marzo per ottenere l'affidamento e il mantenimento delle tre figlie (di 10, 9 e 2 anni) la donna di 43 anni arrestata per omicidio preterintenzionale dopo la morte della figlia più piccola. Ma a questo punto tutto il suo futuro si limita al qui e ora, in una cella del carcere di Pontedecimo, in attesa dell'udienza di convalida che si terrà domani. Un altro appuntamento importante per gli inquirenti sarà l'autopsia sulla bimba che potrà tenersi solo lunedì. L'incarico al direttore di Medicina legale del policlinico San Martino di Genova è stato formalizzato ieri dal magistrato.

Indagini

Intanto i carabinieri hanno eseguito una serie di sequestri all'interno della villetta di Montenero: secondo quanto appreso, tra i materiali sequestrati ci sarebbero anche oggetti con i quali potrebbero esser state provocate ecchimosi alla piccola, riscontrate dal medico legale che le aveva descritte come «ecchimosi provocate da corpi contundenti». La donna aveva riferito ai carabinieri che la piccola era caduta dalle scale nei giorni scorsi ma che stava bene. La donna aveva affermato che lunedì mattina era uscita lasciando sole le bambine a casa e che quando è tornata a casa le condizioni della piccola erano peggiorate: era in crisi respiratoria e stava così male che ha chiamato un'ambulanza. Le sue parole però sono state smentite già lunedì sera dalla prima relazione del medico legale e dall'analisi delle telecamere di videosorveglianza effettuata dai carabinieri, ai quali la procura ha affidato le indagini.

Testimoni

Intanto, durante la notte gli inquirenti hanno ascoltato i nonni materni e paterni e gli zii della piccola per ricostruire il complesso quadro familiare in cui si è consumata la tragedia. Il padre della piccola, che è il genitore delle altre due figlie della donna e che si trova in carcere a Ventimiglia per alcuni reati, attraverso il suo legale si dice «disperato per quello che è successo» e chiede «di tutelare al massimo la riservatezza sulla mia famiglia e le mie figlie». L'avvocato dell'uomo, che oggi dovrebbe incontrare il proprio assistito, ha già annunciato la volontà di partecipare con un proprio consulente all'autopsia di lunedì prossimo. Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo su tutta la vicenda: il magistrato depositerà questa mattina la richiesta di convalida dell'arresto della donna .

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI