Quale futuro per la Dinamo? Se lo chiedono con ansia i tifosi. Le strade sono tre: Stefano Sardara resta anche in A2, ma bisogna capire con quali programmi; l'acquisto di un titolo da un club di serie A; la vendita della società a un altro gruppo imprenditoriale. Al momento girano solo voci. Fare la A2 è meno spettacolare rispetto agli anni '90 e anche al primo decennio del 2000, quando ancora l'Italia sapeva attirare stranieri di qualità elevata. La concorrenza per la promozione è spietata ed è difficile risalire, ora più che mai col ritorno al girone unico con ben 20 squadre. La Fortitudo Bologna è scesa nel 2022, Verona nel 2023, Brindisi e Pesaro nel 2024. La stessa Torino che Sardara aveva provato a rilanciare nel 2019 con la Reale Mutua è ancora nella seconda divisione italiana. D'altro canto se non si punta alla promozione immediata con un budget normale si può disputare un buon campionato e magari ricostituire entusiasmo e inserire due-tre giocatori sardi per ridare identità a una squadra che negli ultimi anni ha visto passare troppi giocatori, soprattutto americani, per nulla interessati al discorso “ca semus prus de unu giogu”.
L'acquisto di un titolo è una possibilità visto che sia Cremona sia Trieste sono entrate nella trattativa per la cessione a Roma, eletta piazza papabile per la Nba Europe che dovrebbe sbarcare nel Vecchio Continente nel 2027. Chi non vende a Roma potrebbe vendere a Sassari. Nel 1999 quando la Dinamo retrocesse dalla A2 in serie B il presidente Dino Milia ottenne il ripescaggio grazie all'acquisizione del titolo della Libertas Forlì. (g.m.)
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