Lunamatrona.

Tomba abbandonata, parte la caccia ai fondi 

Mobilitazione per il restauro del sepolcro del giovane vigile del fuoco morto nel 1943 

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La tomba di Giuseppe Deliperi, giovane vigile del fuoco morto a Lunamatrona nel 1943 e insignito della medaglia al valore, è ancora lì, segnata dal tempo e dal degrado. A quasi un anno dalla prima segnalazione di un cittadino e a diversi mesi dal sopralluogo dei Vigili del Fuoco, il sepolcro non è stato restaurato. Nel frattempo, però, qualcosa si è mosso.

A Lunamatrona è cambiata l’amministrazione e il nuovo sindaco, Fabrizio Mancosu, si sta interessando alla questione: «Sto cercando di conoscere la vicenda e capire in che modo poter operare». Restano da trovare i fondi, ma anche su questo fronte la situazione sembra sbloccarsi. Alberto Urpi, consigliere regionale del territorio, ha preso di recente a cuore il caso: «Cercheremo di reperirli per dare finalmente dignità alla sepoltura, che non è solo una questione di Lunamatrona, ma riguarda l’intero contesto territoriale della Marmilla».

La storia

La prima segnalazione era partita da Francesco Mereu, 77enne pensionato del paese, che aveva notato il degrado della sepoltura tra i viali del camposanto. A dicembre aveva scritto al comando dei Vigili del Fuoco di Cagliari. La segnalazione è arrivata fino a Mario Dionigi Losengo, 78 anni, vigile del fuoco in pensione e presidente della sezione locale dell’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco: «Ho iniziato a portare i fiori sulla tomba di questo collega nel novembre 1968 – racconta –. Il capo mi disse di prendere un mazzo di fiori e portarlo a Lunamatrona, sulla tomba di Deliperi». Da allora, ogni anno, Losengo ne mantiene vivo il ricordo.

Dopo che, nei mesi scorsi un rappresentante del Corpo aveva effettuato un sopralluogo e incontrato la scorsa amministrazione, secondo Losengo, la soluzione potrebbe essere più vicina grazie, ora, all’interessamento di Urpi. «Vorrei che questa tomba sia sistemata entro il giorno di Santa Barbara, la protettrice del nostro Corpo», dice Losengo, raggiunto al telefono. Attraverso il capo del distaccamento di Sanluri sarebbe stata individuata anche un’azienda della zona che si occuperebbe dei lavori. Una volta concluso il restauro «Organizzeremo una cerimonia ufficiale per ridare dignità alla memoria del giovane vigile, morto a soli 19 anni dentro a un pozzo», spera Losengo.

Polemica

Indignato per le condizioni immutate, Mereu qualche giorno fa ha scritto un messaggio in un gruppo Facebook dei Vigili del Fuoco, ricordando la sua segnalazione ed evidenziando lo stato di incuria della sepoltura, «senza nessun tipo di offesa». Ha poi rimosso il post. «Ho ricevuto degli insulti e non ne capisco il motivo», conclude.

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