Vicini ma non troppo. È Francesco Morandi, ordinario di Diritto del turismo, a prevalere, nella giornata di ieri, con 253 voti nella prima tornata per l’elezione del rettore dell’ateneo turritano 2026-32. Un primo posto che, al momento, non basta per decretare il nuovo Magnifico perché non è stato raggiunto il 50 per cento più 1 delle preferenze (357 voti), rendendo così necessaria una nuova consultazione, in programma domani. Duecento poi coloro che hanno scelto Omar Chessa, ordinario di Diritto costituzionale mentre Sergio Uzzau, la cui cattedra è Scienze Biomediche, raggiunge il gradino più basso del podio, ottenendo 185 preferenze. Molto staccato infine Giorgio Pintore, 36 voti, ordinario di Biologia farmaceutica e, a questo punto, salvo miracoli, fuori dai giochi.
Lo spoglio
Ecco il verdetto iniziale della competizione, letto dal presidente della Commissione elettorale, il professore Antonio Piga del dipartimento di Agraria, alle 19.40 circa, in Aula Magna. In “platea”, tra i competitor, soltanto Morandi e Uzzau, insieme a una ventina di persone, e senza l’attuale rettore, Gavino Mariotti, che ha lasciato il campo ai commissari. L’esito temporaneo arriva al termine di una lunga giornata che ha visto andare alle urne telematiche, esprimendo un voto pieno, 627 universitari, somma di 598 docenti, 26 componenti del consiglio degli studenti e 3 esponenti del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario in cui includere anche i collaboratori linguistici. Sono state 26 invece le preferenze ponderate dei rappresentanti degli studenti nei dipartimenti, ricavate dal numero complessivo di 100, a cui aggiungere i 59,8 voti estratti dai 439 del personale tecnico-amministrativo che si sono espressi, sui 486 aventi diritto. Come noto questi ultimi “valgono”, in termini numerici, il 10%, ovvero circa un voto ogni 10 elettori. «Il quorum - riassume Piga - è stato abbondantemente superato perché siamo andati oltre i mille»: 1166 votanti per la precisione, che però non bastano a decretare il nuovo Magnifico che avrebbe avuto bisogno di accumulare 356 voti più 1, metà dei 713 conteggiati, tra pieni e ponderati.
Domani nuovo round
Investitura quindi rimandata e chances ancora intatte per Morandi, Chessa e Uzzau, perlomeno sulla carta anche se il quadro di questo abbrivio elettorale può offrire indicazioni e scremature potenziali. Saranno inevitabili i riposizionamenti nelle prossime 24 ore, e magari qualche ripensamento, che ridisegneranno la geografia del voto, piantando bandierine altrove da quanto forse preventivato. Il responso parziale racconta nel frattempo l’assenza dell’exploit di un singolo, avvenuto invece in altri frangenti, indirizzando l’ultima curva verso la guida accademica. Basti pensare che Mariotti, nel 2020, aveva raggranellato ben 306 preferenze per poi vincere con largo margine nel secondo suffragio. Secondo i primi rumors, sarebbe pure possibile che, anche domani, ci sia ancora «una fumata nera». E, a quel punto, resteranno in lizza soltanto i due più votati, chiamati al ballottaggio, già calendarizzato il 28. «Poi, siccome la legge di Murphy è sempre valida, potrebbero arrivare pari - ironizza in parte il professor Piga - a quel punto si andrebbe il 30 al 2° ballottaggio». E via di seguito, ogni tre giorni, fino alla proclamazione. Uno scenario che sa però di fantascienza.
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