Lo scontro.

Il disegno di legge giovedì in Consiglio dei ministri 

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Il governo non si ferma. Respinge le critiche delle opposizioni («propaganda inutile sulla pelle dei bambini», la sintesi della dem Laura Boldrini), che fanno «solo demagogia» secondo il presidente del Senato Ignazio La Russa. Ignora gli affronti di Futuro nazionale («continueremo a farci inseguire e a riportare il carrozzone sulla giusta rotta» dice sarcastico Roberto Vannacci). E lavora per portare i nuovi interventi sul tavolo del Consiglio dei ministri previsto giovedì.

Per quel giorno è atteso il rientro da New York del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, in partenza per la settimana ad Alto livello dell'Assemblea generale dell'Onu. Attorno ad una serie di misure specifiche sulla scuola studiate nelle ultime settimane dal suo ministero dovrebbe prendere forma il provvedimento - con ogni probabilità un disegno di legge - con incluse le novità annunciate dalla premier, ossia il tetto agli stranieri per classe, l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano, e il divieto di burqa e niqab a scuola.

Poi quel ddl, prevede Francesco Filini, di FdI, «probabilmente si accorperà con altri disegni di legge» sulla stessa materia, «tra cui quello di FdI in discussione alla Camera» contro il separatismo religioso che «verrà incardinato dopo la legge elettorale». «La Costituzione non è assolutamente toccata, perché si garantisce il diritto allo studio - aggiunge -. Si cerca di garantire dei contesti in cui una vera integrazione sia possibile perché quando si creano quelle classi ghetto con la popolazione straniera che non parla italiano e che si rinchiude in sé stessa e quindi difficilmente riesce a integrarsi e a comprendere la nostra lingua e cultura ovviamente non si fa un buon servizio».

Antonio Tajani propone di premiare il ragazzo di origine congolese che ha salvato la professoressa dall'attacco di un suo compagno di classe italiano, e dà il benestare a un intervento che, assicurano da FI, «ci era stato preannunciato ed è condiviso». Sulla stretta è allineata da tempo anche la Lega, che aveva presentato una proposta di legge per mettere al bando il velo integrale.

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