Nessuna stangata con il pagamento dell’importo massimo delle tasse, fino a 3.500 euro, ma una mora da 150 euro per chi ha presentato in ritardo l’Isee o non lo ha ancora fatto. Le proteste degli studenti universitari hanno avuto il loro effetto, approdando nella seduta del Senato Accademico di ieri sotto forma di una mozione presentata da Unicaralis, fatta propria nel decreto del rettore per la riapertura termini della consegna dell’Isee. Cade così, per quest’anno, la novità introdotta nel nuovo regolamento tasse dell’Ateneo per i ritardatari: chi non aveva presentato l’attestazione Isee entro la scadenza, il 31 dicembre scorso, e senza comprovati motivi, era stato inserito d’ufficio nella fascia massima di contribuzione con cifre fino a 3.500 euro. Erano arrivate centinaia di proteste perché fino all’anno precedente la “distrazione” costava 40 euro. Ora il decreto firmato dal rettore Francesco Mola sistema le cose: viene riaperto il termine per l’invio dell’Isee entro il 27 maggio con una maggiorazione di 150 euro.
La soddisfazione
Per Matteo Pisu, componente del Senato Accademico in rappresentanza degli studenti, «si tratta di una vittoria importante per il diritto allo studio sancito dalla Costituzione». Il provvedimento introdotto nel nuovo regolamento tasse dell’Università è stato visto come «sproporzionato per un ritardo nella presentazione di un documento». Perché chi – pur essendo in torto – non aveva rispettato la scadenza del 31 dicembre si era ritrovato a dover pagare il massimo della tassazione, in alcuni casi anche 3.500 euro. «Una cifra», ribadisce Pisu, «enorme per molti vista la situazione economica della Sardegna ma anche per quanto sta accadendo nel Mondo, con rincari in ogni settore».
La petizione
La protesta era scoppiata a marzo quando molti studenti hanno scoperto di dover pagare il massimo delle tasse per non aver presentato l’Isee: fino all’anno precedente veniva applicata una sanzione amministrativa da 40 euro. Le denunce sono cresciute e l’associazione studentesca Unicaralis ha raccolto 530 firme in una petizione presentata poi nel Senato Accademico insieme alla mozione con la richiesta della riapertura dei termini per la presentazione della documentazione. Altrimenti molti studenti avrebbero dovuto abbandonare gli studi o congelare il loro percorso universitario. Sotto accusa una misura sproporzionata su cui la comunicazione doveva essere più chiara.
Dialogo aperto
L’Università ha dunque recepito il malcontento degli studenti: ora però la scadenza, il 27 maggio, deve essere rispettata con il pagamento di una maggiorazione di 150 euro. «Nessun intento punitivo ma una necessità di programmazione», avevano evidenziato dagli uffici dell’Ateneo, «con una modifica al regolamento assolutamente in linea con le altre Università italiane». Il tutto per poter «pianificare budget e risorse» in un periodo storico in cui i fondi per l’istruzione sono limitati e dunque «la capacità di programmare le entrate finanziarie sin dall’inizio dell’anno accademico è diventata una priorità gestionale». Anche la comunicazione della novità era stata tempestiva, sempre secondo quanto riferito dagli uffici di via Università, con «oltre mille certificazioni Isee caricate in più rispetto all’anno precedente». Ma davanti alle proteste degli studenti c’era stata un’apertura: «Restiamo aperti al dialogo e alla revisione di eventuali casi critici». Ieri la novità: proroga al 27 maggio con sanzione da 150 euro. Ma solo per questa volta: per il prossimo anno accademico l’Isee dovrà essere consegnato entro il 31 dicembre.
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