Il convegno.

«Serve una nuova Europa»: da Camaldoli a Cagliari  il rilancio del progetto Ue 

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Rinnovare la visione di Europa partendo da un fondamento etico e da una nuova qualità istituzionale. È questa l’idea alla base del “Codice per una nuova Europa” elaborato dall’associazione Per Una Nuova Camaldoli e al centro di una tavola rotonda moderata da Franco Siddi e ospitata ieri al College Sant’Efisio di Cagliari.

Il progetto

A illustrare progetto, il presidente dell’associazione Francesco Gagliardi. L’idea nasce in con le celebrazioni per gli 80 anni del Codice del 1943, quando il Cardinale Zuppi invitò a dar vita ad un nuovo documento capace di rispondere alle sfide del presente. «Abbiamo coinvolto rappresentanti di organizzazioni anche laiche, perché uno sguardo sull’Europa non può essere limitato a una sola visione», ha spiegato. «All’inizio eravamo una ventina di persone, oggi siamo oltre 120». Il codice elaborato punta ad avere un taglio concreto e operativo. Tra i temi affrontati anche la messa in comune di alcune competenze strategiche, a partire dalla difesa, e una riflessione sul futuro dei sistemi previdenziali, messi in difficoltà dal calo delle nascite. «Senza nuovi nati il sistema non regge», ha osservato Gagliardi. Al centro del dibattito, la prospettiva di un rafforzamento politico dell’Unione europea. «Significa mettere a tema un passo deciso verso una federazione degli Stati Uniti d’Europa, capace di affrontare come realtà unitaria i grandi temi che abbiamo davanti: ambiente, sicurezza, pace, energia e denatalità», ha chiarito il presidente nazionale Meic Luigi D’Andrea, «non siamo ancora stati in grado di sfruttare un’accelerazione al cambiamento. Attualmente anche Trump con il suo atteggiamento ci impone di trovare la nostra strada».

«Serve più coesione»

Un richiamo alla necessità di maggiore coesione è arrivato dal professore di Storia Contemporanea dell’Università di Cagliari Luca Lecis, che ha evidenziato come l’Europa non sia un progetto fallito ma abbia bisogno di una nuova fase di rilancio. «Serve un senso di unità concreto e reale», ha detto, indicando tra le priorità la costruzione di una politica estera comune capace di superare le divisioni tra Stati e affrontare con più forza gli equilibri geopolitici attuali.

«Oltre i bilanci»

Sul piano economico, l’economista ed ex presidente sardo Francesco Pigliaru ha posto l’attenzione sulle sfide che attendono il continente, a partire dal tema della produttività e dell’innovazione. «L’Europa rischia di perdere terreno rispetto agli Stati Uniti nella sfida dell’intelligenza artificiale», ha osservato, «l’intelligenza artificiale è la nuova sfida e noi non possiamo rimanere indietro». Ha chiuso l’incontro l’arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, per il quale occorre restituire all’Europa una visione capace di andare oltre la sola dimensione economica. «L’Europa non può vivere soltanto di bilanci e regole, deve alimentare un progetto politico fondato su pace, giustizia e libertà», ha affermato, sottolineando anche «il ruolo strategico del Mediterraneo come spazio di dialogo e stabilizzazione».

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