Campobasso. Sono durate un paio di ore ieri mattina, alla Polizia giudiziaria di Campobasso, le operazioni per l'acquisizione dei dati dal telefono cellulare di Alice Di Vita, sorella e figlia delle due donne di Pietracatella morte dopo Natale per avvelenamento da ricina. Oltre ai tecnici digitali incaricati della Procura di Larino (Campobasso), erano presenti gli avvocati dei medici indagati e delle parti offese.
In parallelo, emerge un altro elemento: un infermiere amico di famiglia sarebbe andato a casa dei Di Vita per somministrare delle flebo ad Antonella e Sara. Era il 26 dicembre. Le donne erano già andate in ospedale dopo i primi malori ma erano fortemente disidratate. Da qui la somministrazione privata.
In quei giorni il sospetto era di un’intossicazione alimentare. Non si esclude che, nel prossimo sopralluogo nell’appartamento, la Scientifica possa cercare proprio i dispositivi medici utilizzati, anche se il timore è che possano essere stati cestinati subito dopo la somministrazione.
Le operazioni
Le operazioni ieri sono cominciate intorno alle 9.30 e sono terminate alle 11.30. Lo smartphone della diciottenne è stato aperto e sono stati prelevati i dati relativi agli ultimi cinque mesi, da dicembre ad aprile: le chat tra Alice, i suoi genitori, sua sorella Sara e altri amici o parenti, mail, conversazioni attraverso i social, siti web visitati e rilevazione delle posizioni. Infine sono stati acquisiti anche gli appunti contenuti nelle note del telefono dove la ragazza avrebbe appuntato gli alimenti consumati in casa nelle ore precedenti la tragedia.
I risultati delle analisi sono attesi entro due mesi. Gli inquirenti puntano a chiarire la cronologia degli eventi, a cominciare dai primi malori e sino al tragico epilogo. La copia forense dell’iPhone è connessa al fascicolo d’indagine su presunti errori dei sanitari che ebbero in cura le due donne. Cinque gli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo.
I legali
«Gianni Di Vita e sua figlia Alice non sono certo preoccupati per l'attività e l'esito delle indagini in corso, anzi. Devo dire che tutti attendono che ci possa essere una svolta e loro per primi», ha detto l'avvocato Vittorino Facciolla, legale dei familiari delle due donne.
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