Rifiuti.

Tari, scontro sulle nuove tariffe 

Il Comune annuncia un taglio del 4%, l’opposizione smonta i conti: ci saranno aumenti 

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Le stesse tabelle, due verità opposte. Le nuove tariffe Tari (2026) che il Comune si appresta ad approvare (entro il 31 luglio) accendono lo scontro politico. La discussione si scatena sul pef, quel documento che stabilisce il costo complessivo annuo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e rappresenta la base sulla quale vengono poi determinate le tariffe Tari. Da una parte, l’amministrazione annuncia per quest’anno un taglio della tassa sui rifiuti per oltre 80mila famiglie cagliaritane di circa il 4% (dopo averlo già fatto nel 2025); dall’altra, Giuseppe Farris, avvocato e consigliere di minoranza di CiviCa 2024, spiega invece che «il piano economico finanziario per il 2026 aumenta di oltre 700mila euro e il conto finale, dunque, rischia di essere più pesante».

Il sistema

«In un momento storico in cui tutti i servizi e tutti i beni di consumo crescono», spiega Giovanni Porrà, presidente della commissione Bilancio, «l’amministrazione riesce non soltanto a contenere le tariffe ma addirittura a diminuirle. «È vero che quest’anno il piano economico finanziario della Tari cresce di circa l’1 per cento rispetto all’anno precedente ma l’amministrazione, proprio con l’obiettivo di abbattere i costi per i cagliaritani, stanzia oltre 4,5 milioni di euro di risorse di bilancio che consentono di abbassare le tariffe. Dopo averle già ridotte l’anno scorso, quindi, le tariffe si riducono anche quest’anno», aggiunge. Rispetto a un anno fa, cresce il numero dei contribuenti, segno che l’attività del Comune per far emergere il sommerso continua a dare risultati (lo scorso anno il Comune ha registrato 500 contribuenti in più).

Quanto si paga

Ogni famiglia si troverà uno sconto in bolletta che cambia in base alle due variabili principali sulle quali è calcolata la Tari: il numero dei componenti del nucleo familiari e i metri quadri dell’abitazione. Solo per fare qualche esempio: una famiglia di tre persone che vive in un appartamento tra 51 e 100 mq quest’anno pagherà circa 385 euro mentre l’anno scorso il costo era di 401 euro (addirittura 441 euro nel 2024). La stessa famiglia che vive invece in un appartamento più grande, oltre 101 metri quadrati, quest’anno paga circa 398 euro mentre nel 2025 414 euro (454 nel 2024). Risparmi in bolletta anche per i “single”: una persona che vive in un appartamento più piccolo di 100 metri quadri paga circa 269 euro (contro i 297 del 2024). È poco? A onor del vero, sul costo finale della Tari non incide solo la tariffa del Comune: incide il costo che paghiamo al Tecnocasic per lo smaltimento (quasi 200 euro a tonnellata, tra i più alti in Italia, costo che pure il Comune “subisce”) e poi ci sono pure le componenti perequative imposte da Arera.

Il conto finale

Per Giuseppe Farris, però, il conto rischia di essere diverso. «La proposta di delibera presenta criticità che non si limitano a un aumento del prelievo, ma investono la struttura stessa del sistema di finanziamento del servizio. Un costo largamente superiore ai parametri nazionali, una crescente rigidità regolamentare a scapito dei contribuenti, specifiche disposizioni di dubbia legittimità, in contrasto con la norma primaria. Chiaramente», conclude, «il corollario di tutto questo è costituito dal fatto che i costi già abnormi sono destinati a crescere ancora di più nel 2027 e sono connessi alla modalità con cui si realizza il servizio per il tramite dei mastelli».

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