Roma. Alle scuole elementari gli studenti italiani hanno grandi difficoltà in matematica: chi raggiunge almeno il livello base è solo il 60% e diminuisce, rispetto alla passata rilevazione Invalsi, di circa 3 punti percentuali sia in seconda che in quinta elementare. Dunque quasi il 40% non raggiunge il livello minimo di competenze. Rispetto al 2019, ovvero rispetto a prima del Covid, c’è un calo nei risultati medi di circa l’8-10% (erano oltre il 70%). Ma il Rapporto Invalsi 2026 contiene anche buone notizie: la più importante riguarda la dispersione scolastica, ovvero l’abbandono precoce degli studi. Nel 2025 si è attestato all’8,2% e potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. Si conferma così, con ampio anticipo, il superamento del traguardo del 9% fissato dall’Ue per il 2030, consolidando un risultato di rilievo per il sistema educativo italiano. A calare è anche la dispersione scolastica implicita: parliamo di studenti che, pur portando a termine il percorso di istruzione, non raggiungono livelli adeguati negli apprendimenti di base. Erano l’8,7% nel 2025, sono il 6,3% nel 2026. E cresce il numero degli allievi “eccellenti”, che passano dal 12,3% del 2025 al 13,1% del 2026.
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