Bolzano. Un boato, una nuvola di polvere e poi il silenzio. Mercoledì mattina alle 6,24 è crollata la parte centrale del Palazzo di giustizia di Bolzano. Ci lavorano circa 150 persone ma a quell’ora c’erano soltanto il portiere e sei addetti alle pulizie e nessuno è rimasto ferito, a parte una persona che ha riportato lievi graffi. Ma la sensazione di aver evitato per un soffio una strage è unanime.
«È un miracolo», ha detto la presidente del tribunale Francesca Bortolotti appena è arrivata sul posto. Nell’edificio, di epoca fascista, erano in corso lavori per la sostituzione di alcuni pilastri dell’atrio al primo piano. L’inchiesta, avviata contro ignoti per crollo colposo, stabilirà la causa del cedimento, che ha sventrato la parte centrale del palazzo, facendo collassare circa un quarto della struttura. Azzerate le aule della Corte d’Assise e i quattro piani sovrastanti. Dal 2018 l'edificio è di proprietà della Provincia di Bolzano. «Dobbiamo ringraziare una mano superiore, se fosse successo mezz’ora dopo le conseguenze sarebbero state devastanti», ha commentato il procuratore generale del Trentino-Alto Adige, Corrado Mistri.
Disposto il rinvio a data da destinarsi di tutte le udienze civili e penali, ad eccezione di quelle urgenti. L’Anm spiega che da tempo è stato consegnato al governo «un dossier con 500 immagini sul degrado di numerosi uffici giudiziari: è incomprensibile che si continui a discutere dell’apertura di piccoli tribunali quando lo Stato non è ancora in grado di garantire sicurezza e dignità negli uffici giudiziari».
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