L’appello.

Studenti e Caritas, una difficile convivenza 

Gli universitari in viale Sant’Ignazio: «Episodi inaccettabili, serve più sicurezza» 

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Un uomo senza fissa dimora trovato addormentato nei pressi di un’aula, dopo essersi aggirato per giorni tra gli edifici del dipartimento. È l’ennesimo episodio segnalato dagli studenti di viale Sant’Ignazio, che riaccende le preoccupazioni sulla sicurezza del polo universitario. Un fatto che riporta al centro il difficile rapporto tra le attività dell’Ateneo e la presenza degli utenti della Caritas nella zona.

La denuncia
«La situazione è ogni giorno più problematica». A denunciarlo è Leonardo Cadeddu, rappresentante degli studenti del Cda per la lista Progetto Studenti. «Non solo abbiamo paura a recarci in facoltà, ora dobbiamo sperare addirittura di non incontrare gli utenti della Caritas quando usciamo dall’aula». Da qui la richiesta di un intervento urgente o, almeno, «di un tavolo per discutere la sicurezza» di un’area che, secondo gli studenti, «rischia di essere lasciata a se stessa».

Il problema, però, va oltre il singolo episodio. Nel tratto che ospita la Facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche, le criticità segnalate sono diverse: illuminazione insufficiente, episodi vandalici, auto danneggiate, ragazze importunate o seguite all’uscita dalle lezioni, rifiuti accatastati vicino alle aule e odori sgradevoli che si diffondono dentro gli ambienti. Un polo universitario in cui, aggiunge ancora Cadeddu, «ogni anno tanti studenti smettono di frequentare le lezioni proprio per la sensazione di insicurezza che si vive».

Le voci

«In inverno, quando le lezioni finiscono alle 20, tornare a casa fa paura», racconta Maria Elisabetta Spanu, studentessa fuori sede. Il timore riguarda soprattutto chi deve raggiungere la fermata del bus senza poter contare su un’auto o sulla compagnia di qualcuno. Per Davide Marcialis, anche lui studente di economia, il nodo è strutturale: «Non essendo un polo chiuso, chiunque può attraversarlo ed entrare negli edifici». Buio e continui blackout aggravano la situazione. La convivenza con la mensa della Caritas, poi, diventa particolarmente delicata quando gli studenti si trovano soli negli spazi esterni. «Episodi di molestie come quelli avvenuti finora sono inaccettabili». Esperienze che hanno finito per cambiare anche le abitudini quotidiane. Giulia Floris ricorda l’aggressione subita da una collega nei primi anni di università. Da allora, racconta, ha imparato a prestare più attenzione e, quando esce tardi dalla biblioteca, dice: «Gli amici mi scortano fino all’auto».

L’università

L’Ateneo dal canto suo riconosce le criticità. Patrizio Monfardini, direttore del dipartimento di Scienze economiche e aziendali, spiega che l’università sta sollecitando Comune, prefettura e questura per interventi su due priorità: illuminazione e sicurezza. «Nel viale è stato inoltre attivato – dice il docente – un presidio notturno di guardie giurate per prevenire episodi critici».

La sfida per le istituzioni ora è trovare un equilibrio tra la sicurezza degli studenti e la presenza della Caritas, presidio di assistenza per le persone più fragili. Due esigenze diverse ma che in viale Sant’Ignazio chiedono risposte concrete per una convivenza possibile.

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