Sotto la rete sono nate amicizie, sono arrivate le vittorie, è cresciuta voglia di stare insieme. La Stella Azzurra di Sestu spegne 60 candeline: da quel campetto polveroso degli esordi a oggi, gli anni sono volati. Un traguardo che la storica società sportiva di pallavolo festeggerà insieme a tutta comunità domani, sabato sera, in via Gorizia, che per l’occasione verrà chiusa al traffico dalle 18 a mezzanotte, tra musica, sfide sportive, ricordi della storia e la presentazione della nuova squadra.
I pionieri
La memoria storica della Stella Azzurra è Rodolfo Loi, tra i fondatori. «All’inizio eravamo un gruppo di amici della Giac, la Gioventù Italiana Cattolica», racconta. «Un giorno, durante in campeggio nella campagna di Sinnai, altri ragazzi ci invitarono a giocare a pallavolo. Noi non sapevamo neppure che cosa fosse. Loro erano della società Ambrosiana di Monserrato, che oggi non esiste più. La prima partita l’abbiamo persa. Ma ci siamo divertiti così tanto che è diventata la nostra vita. La pallavolo è speciale perché è non ci sono contrasti fisici, solo abilità». Rodolfo fondò la squadra con Onofrio Locci, Carlo Angioni, Callisto Pili, Paolo Porcu e Francesco Sotgiu. Nella formazione giocava anche il fratello Renzo, e il primo presidente fu Giovanni Spiga, che guidava anche l’Azione Cattolica sestese.
Gli inizi sono eroici: «Il campo era un terreno accanto alla chiesa di San Giorgio che abbiamo messo a posto noi. Lo spogliatoio erano due travi con appesi dei chiodi, il terreno tra fango e cemento. E giocavamo con la pioggia e il sole». Ma la Stella Azzurra dimostra subito di avere qualcosa di speciale: «La gente ci guardava giocare e veniva ad iscriversi. La nostra pubblicità era questa», continua Rodolfo, con l’entusiasmo di sempre, «qui sono passate persone di tutti i colori politici, non ho mai visto una discussione».
Grande famiglia
I valori della Stella Azzurra li portano con orgoglio anche i giocatori e i tecnici di oggi: «Mi ha insegnato impegno, spirito di sacrificio, stare insieme come una famiglia. Sono arrivato a cinque anni, e oggi che ne ho 27 alleno i nuovi arrivati. Non so come sarebbe la mia vita senza la squadra», racconta Matteo Cogodi. Anche a Valentino Muscas, 36 anni, la Stella Azzurra ha cambiato la vita: «Venivo da Donori, qui mi sono subito sentito accolto, dove mi sentivo tutelato, in famiglia, e Sestu è diventata la mia casa». In questi anni la squadra ha collezionato successi: «Contiamo 270 tesserati, c’è la sezione maschile e femminile», riassume il presidente, Massimo Collu, «il più grande risultato poi è stata la partecipazione al Campionato nazionale di Serie B2 maschile, e da anni siamo protagonisti nel campionato Regionale, ma per il futuro puntiamo a far conoscere sempre più la pallavolo, soprattutto ai giovanissimi». Una grande famiglia, insomma. Che guarda già al traguardo dei 70 anni con lo stesso spirito delle origini.
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