Ulassai.

Stazione dell’Arte, il viaggio dei vent’anni 

Marco Peri è il nuovo direttore del museo dedicato all’opera di Maria Lai 

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Marco Peri, 47 anni, di Cagliari, è il nuovo direttore del museo Stazione dell’Arte. Storico dell’arte attivo nella mediazione e nella progettazione culturale Peri porta con sé un solido percorso di ricerca e pratica sul museo contemporaneo, inteso come spazio di relazione, partecipazione e costruzione condivisa di conoscenza.

La Fondazione guidata dal sindaco di Ulassai Giovanni Soru si affida al professionista che nel 2025 ha curato le mostre del polo culturale incentrato sull’opera di Maria Lai, mettendo insieme un successo dietro l’altro.

L’anniversario

Nell’anno del ventennale dall’apertura il museo si avvia verso una nuova fase di lavoro e visione, «orientata a consolidare la Stazione dell’Arte come presidio culturale dedicato all’eredità artistica di Maria Lai – scrivono dalla Fondazione – e secondo le sue intenzioni, come centro di ricerca, promozione e sperimentazione dei linguaggi dell’arte contemporanea, a servizio dello sviluppo culturale del territorio di Ulassai e della Sardegna». Valorizzare l’opera di Maria Lai per avvicinare le persone e rendere il museo un luogo vivo e sempre più accessibile.

Istituzione

«Da Maria Lai – spiega Peri – arriva l’idea di una Stazione, punto di arrivi e partenze, intrecci e legami. Un luogo aperto, pronto ad accogliere e contaminare arte. In questo anniversario insieme alla mostra permanente cercheremo di avvicinare un pubblico sempre più ampio, nel tentativo di rileggere la figura di Maria Lai attraverso una costellazione di eventi che attraverseranno tutto l’anno».

Negli anni il museo è cresciuto, nella forma, con l’apertura del Camuc, la casa museo Cannas, spazio moderno, duttile e funzionale alle mostre temporanee nel cuore del centro storico e nella sostanza, con 17mila visitatori arrivati ai piedi dei Tacchi. L’istituzione guarda oltre l’orizzonte, divenuto nazionale, per affermarsi all’estero. «L’accreditamento nel sistema nazionale dei musei, previsto per quest’anno – continua Peri – sarà un passo importante per lavorare su un altro piano. Vogliamo essere attenti a quel che succede lontano, continuare a prenderci cura dell’eredità artistica coinvolgendo in senso ampio il territorio, le scuole, la gente».

Negli ultimi anni ci sono stati anche nubi intorno all’opera dell’artista. «Vorrei che sulla figura di Maria Lai ci siano solo aspetti positivi, una serenità che va a vantaggio della ricaduta culturale». Il punto di partenza per il nuovo viaggio è sicuro. «Maria Lai partiva dal quotidiano per elevarlo ad arte. Si occupava di procurare emozione, un punto di vista particolare nell’arte contemporanea non sempre accessibile a tutti. Mi interessa la sua mediazione tra l’opera e il pubblico». Il primo evento importante in primavera, con la Biennale dell’Arte in Sardegna dedicata all’artista di Ulassai. Il viaggio è già cominciato.

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