Strade di sangue

Il viaggio per il concerto finisce contro un albero Illorai, un anno di lutti 

La vittima è un operaio, Marco Boninu Un cinghiale gli ha tagliato la strada 

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«Quello che sta per arrivare sarà l’anno giusto, ci saranno momenti migliori anche per noi». Un pensiero positivo di speranza che Marco Boninu ripeteva spesso ai suoi amici, col sorriso, con lo stesso spirito di sempre. L’operaio 36enne di Illorai, invece, ha incontrato la morte alla vigilia di Capodanno, ancora prima di salutare il vecchio anno, l’ultimo della sua giovane esistenza.

La tragedia

Doveva essere una notte di festa, da trascorrere a quasi trecento chilometri di distanza dal proprio paese, il percorso che divide Illorai da Olbia, e proprio il capoluogo della Gallura era stata la destinazione scelta per celebrare l’inizio del 2026 in compagnia degli amici. Per Boninu la provinciale 84, nei pressi di Bottidda, si è trasformata in un corridoio di morte. Al concerto dell’artista Marco Mengoni, l’operaio 36enne non è mai arrivato. È morto poco dopo le 21.30 del 31 dicembre, quando le sirene dei soccorsi avevano rotto il silenzio della notte e portavano già il peso della tragedia. Con la sua Fiat Panda è uscito fuori strada, l’auto si è ribaltata più volte finendo la corsa contro un albero, nel tentativo disperato di evitare l’impatto con un cinghiale che gli avrebbe tagliato la strada.

La vittima viaggiava insieme ad un amico trentenne di Orotelli, paese da cui erano partiti per raggiungere il molo 1 bis dell’Isola Bianca, a Olbia, per festeggiare in musica la notte di San Silvestro. Il destino ha scelto diversamente, interrompendo bruscamente il suo percorso lungo la provinciale 84. Boninu era alla guida quando ha perso il controllo del mezzo, ha sterzato per schivare un animale vagante, come racconta il suo amico, rimasto lievemente ferito. L’auto è diventata una scheggia impazzita e non ha potuto evitare lo scontro violento contro un albero. La Panda si è accartocciata e il 36enne è rimasto incastrato nell’abitacolo.

Soccorsi inutili

Era privo di sensi ma respirava ancora quando sono arrivati i soccorsi. Le squadre dei vigili del fuoco lo hanno liberato dalle lamiere: il 36enne era in condizioni disperate e l’equipe di operatori sanitari con il medico del 118 hanno tentato le manovre di rianimazione per oltre mezz’ora, ma si sono dovuti arrendere. Boninu è morto a causa delle gravi lesioni riportate. Per la comunità di Illorai si è chiuso il sipario di un anno funesto. Tre lutti nel 2025, un anno segnato anche dalla morte di Giuseppe Zedda, l’ex vigile urbano di 86 anni schiacciato da una mucca, e dalla scomparsa di Giovanna Galistu, l’insegnante 56enne travolta da un’auto, il 16 dicembre scorso, mentre attraversava la strada lungo la Macomer-Nuoro.

Festeggiamenti annullati

Il sindaco di Illorai, Gianluca Grande, ha annullato tutti gli eventi in programma nei giorni festivi in attesa dei funerali. «Conoscevo bene Marco, persona squisita e gentile, capace di regalare un sorriso a tutti, un giovane conosciuto da molti per il suo carattere disponibile e socievole», commenta il primo cittadino. «Questa notizia ha scosso la comunità intera già colpita da altri drammi, una triste vicenda che ha trasformato un momento di festa in un grande dolore per la famiglia, i genitori e la sorella, e per tutti noi». E tra le persone che gli volevano bene anche Josephine Milia: «Non doveva cominciare così il nuovo anno. Mi ricorderò le serate trascorse insieme come solo lui sapeva fare». Appassionato di cavalli e del canto corale maschile, Marco Boninu amava ricordare spesso uno dei brani cantati a tenore che raccontavano il triste destino delle vittime della strada: «Andate piano in quella strada nera, di lutto vestita».

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