Sanità

Asl, sì alle nomine ma con tre “buchi” 

Intesa in extremis Todde-Pd: restano scoperte le Aziende di Cagliari, Sassari e Olbia 

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L’accordo è stato raggiunto in extremis, dopo una serie di vertici che, almeno in un caso, hanno coinvolto anche dirigenti nazionali del Pd e del Movimento Cinquestelle. La soluzione che alla fine ha messo tutti d’accordo lascia ancora vuote le caselle delle tre Asl più importanti: Cagliari, Sassari e la Gallura. Dove i Dem puntano a indicare i direttori generali, ma solo dopo il 14 gennaio, cioè dopo che il Tar si sarà espresso sulla richiesta di reintegro nell’azienda di Sassari di Flavio Sensi, l’unico dei vecchi dg silurati per effetto della legge sui commissariamenti (poi bocciata dalla Consulta) ad aver fatto ricorso nei tempi previsti per legge. Una scelta – quella di nominare nove dg su dodici – dettata dalla prudenza che, nelle fasi più serrate della trattativa, i democratici sono riusciti a trasmettere anche alla presidente della Regione Alessandra Todde. Lo stesso Sensi, ma anche Marcello Tidore (ex Asl di Cagliari) e Maurizio Acciaro (ex Asl della Gallura) sono sempre stati considerati i manager che – dopo la nomina di nuovi dg nonostante una sentenza della Corte Costituzionale avversa ai commissariamenti – avrebbero potuto creare più problemi alla Giunta. Da qui la decisione di prendere tempo che servirà per discutere ulteriormente con i tre direttori generali rimossi.

I nomi

Nel frattempo, al termine di un confronto finale tra la governatrice e il segretario del Pd Silvio Lai (ma il 31 mattina, negli uffici di viale Trento, è stato avvistato anche il capogruppo Dem Roberto Deriu), la Giunta si è riunita e ha assegnato gli altri nove incarichi. Due dg arrivano da fuori: Francesco Trotta (area M5S) per la Asl di Nuoro, e Andrea Fabbo per la Asl dell’Ogliastra. In questo caso si tratta di un tecnico riferibile direttamente alla presidente. Per la Asl 5 di Oristano è stata scelta Grazia Cattina (l’indicazione è di Sinistra Futura). In Medio Campidano è stato nominato Antonio Spano, nome che piace sia a Todde che al Pd. Nel Sulcis-Iglesiente arriva Paolo Cannas (sinora l’unico riferibile direttamente al Pd – corrente dei Popolari). Confermato alla guida del Brotzu Maurizio Marcias, figura gradita alla presidente ma anche ai Progressisti. E gradito un po’ a tutti è anche Vincenzo Serra, che rimane alla guida dell’AoU di Cagliari. All’azienda universitaria di Sassari arriva Serafinangelo Ponti: in questo caso sarebbe stata decisiva l’opinione del rettore dell’Ateneo. E resta all’Areus anche Angelo Serusi (area Avs).

«Abbiamo scelto di procedere con responsabilità e prudenza», ha dichiarato Todde dopo la Giunta, «seguendo il percorso più tutelante per l’interesse pubblico e per le risorse della Regione. Per questo, tre ulteriori nomine nelle Asl non sono state fatte e saranno formalizzate nei prossimi giorni, per consentire la conclusione ordinata e completa di tutti i passaggi previsti. Non accelerazioni forzate, ma scelte solide e difendibili». Ieri in una nota, il Pd sardo ha parlato «scelta mirata, assunta nel rispetto del quadro normativo vigente e finalizzata a garantire la continuità di governo delle aziende, evitando di esporre le stesse e l’amministrazione regionale a ulteriori profili di incertezza». Nomine «maturate alla fine di un confronto che ha tenuto conto delle questioni giuridiche emerse dopo la Consulta. Con queste decisioni si chiude una fase delicata, che ha messo in evidenza la capacità di tenuta politica e la coesione dell’alleanza progressista». Ora, ha detto il segretario Lai, «mettiamo a disposizione tutte le competenze e l’impegno del Pd per il rafforzamento e il rilancio della sanità sarda».

Il centrodestra

Resta molto polemico il centrodestra. In particolare, fa notare il deputato e segretario di Forza Italia Pietro Pittalis, «dopo la dichiarazione di incostituzionalità dei commissariamenti, la Giunta compie una scelta irresponsabile: sprecare risorse pubbliche affidando incarichi ad avvocati esterni, ignorando l’esistenza di un Ufficio legale regionale strutturato, autorevole e composto da professionisti di altissima competenza. Scegliere consulenze esterne significa buttare via denaro pubblico. Questo comportamento apre seri interrogativi sul piano dello spreco di risorse e del possibile danno erariale. Ogni euro speso inutilmente in pareri esterni è un euro tolto alla sanità, ai servizi e ai cittadini sardi»

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