Cronaca

Nella bottiglia sigillata c’è acqua contaminata, donna finisce in ospedale 

Panico e mistero a Carbonia, indagini dei carabinieri in corso 

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Ordina una bottiglietta d’acqua al tavolo di un locale del centro di Carbonia ma dopo averla aperta e averne bevuto alcuni sorsi avverte un forte bruciore alla bocca e alla gola. Chiede aiuto ai commensali e accorrono anche i responsabili del locale: la bottiglietta, pur se sigillata, conteneva una sostanza altamente irritante e solo il rapido intervento del 118 e dei medici del Pronto soccorso ha impedito il peggio.

La paura

Sono stati momenti di panico la sera del 30 dicembre quando Alessandra Madeddu ingegnere cinquantatreenne di Carbonia, si è sentita male mentre trascorreva la serata al centro di Carbonia per un aperitivo in compagnia. Secondo una prima ricostruzione la donna, dopo aver ricevuto la bottiglietta d’acqua gassata di una nota marca ordinata al cameriere, l’ha versata all’interno di un bicchiere e ha iniziato a sorseggiarla. Già dal primo sorso, si è accorta che qualcosa non andava, rilevando subito un forte bruciore in bocca. Poi il dolore si è esteso alla gola e ha chiesto aiuto. Il cameriere e i responsabili del locale sono accorsi: «Non era chiaro cosa fosse accaduto ma abbiamo chiesto immediatamente l’intervento del 118 – racconta la titolare del bar Eleonora Chiaramonte – la signora stava male, era necessario che fosse subito assistita da un medico». Sul posto è arrivata l’ambulanza della Solki soccorso che ha provveduto ad accompagnarla al Pronto soccorso dell’ospedale Sirai: «Abbiamo consegnato sia la bottiglietta sia il contenuto del bicchiere al personale dell'ambulanza – continua – in modo che potessero portarlo in ospedale nella speranza che si potesse individuare subito il tipo di sostanza che per chissà quale motivo era contenuto nella bottiglia. Noi certo non potevamo saperlo perché faceva parte di una confezione che avevamo acquistato da un fornitore e che abbiamo immediatamente isolato in modo da non doverla pù utilizzare. Poi abbiamo informato i carabinieri: nella speranza che la signora possa rimettersi al più presto vogliamo che si faccia chiarezza per la sicurezza di chiunque possa trovarsi nella stessa situazione. Ci siamo rivolti a un avvocato e provvederemo ad informare anche chi ci ha fornito l’acqua affinché faccia verifiche nelle sue scorte».

In ospedale

La donna è stata presa in carico dal personale del pronto soccorso coordinato dalla primaria Viviana Lantini: è stata rilevata la presenza di lesioni nella bocca e nell’esofago provocate da una sostanza in quel momento non nota (sono in corso gli accertamenti) ma trattata come sostanza caustica. Dopo aver ricevuto le prime cure, la donna è stata ricoverata nel reparto di Chirurgia dove tutt’ora si trova in prognosi riservata. Non corre pericolo di vita ma le sue condizioni, già in miglioramento, vanno tenute sotto controllo. Ha deciso di non fare dichiarazioni in attesa che ci sia maggiore chiarezza sull’accaduto. Sul fatto indagano i carabinieri della stazione di Carbonia che sono stati allertati sia dal gestore del locale ma anche dal personale del Pronto soccorso. La Asl ha già fatto un lungo sopralluogo nel locale per ricostruire l’accaduto in modo da non trascurare alcun elemento.

I precedenti

Il fatto ha rievocato i terribili ricordi di quanto accaduto alcuni anni fa nel nord Italia quando scattò l’allarme delle bottiglie contaminate da sostanze tossiche e irritanti da mano sconosciuta. Le bottiglie apparentemente intatte ma contaminate tramite l’utilizzo di aghi sottilissimi, erano state vendute in bar e supermercati a ignari consumatori. Anche all'epoca molte persone finirono in ospedale.

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