La vertenza.

Spiragli di futuro per la Bekaert 

Riconversione industriale e acquisizione, sindacati prudenti ma ottimisti 

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Il futuro dell’ex stabilimento Bekaert di Macchiareddu passa da una profonda riconversione industriale. L’attenzione è rivolta al tavolo romano del 2 settembre, ma le premesse emerse negli ultimi giorni a Cagliari disegnano un quadro incoraggiante per il futuro. Fiom Cgil, Fsm Cisl e Uilm Uil hanno espresso un cauto ma netto giudizio positivo sull’incontro convocato in Confindustria, dedicato alle prospettive legate all’acquisizione dello storico stabilimento Bekaert da parte di Nuova Icom.

Discontinuità

Durante il confronto, i vertici dell’azienda hanno illustrato le linee guida del nuovo piano industriale, confermando una netta discontinuità rispetto al passato. Addio alle corde metalliche per pneumatici: gli impianti saranno riconvertiti per nuove lavorazioni nel settore dell’impiantistica industriale. Tra le attività previste figurano la produzione di fitting, lavorazioni di piping e processi di trattamento e finitura, come zincatura e verniciatura.

Il progetto punta a garantire almeno cinque anni di stabilità occupazionale per i 160 lavoratori coinvolti nella vertenza, con potenzialità di ulteriore sviluppo legate all’acquisizione di commesse sui mercati internazionali. «Abbiamo accolto con favore l’approccio di Nuova Icom», hanno sottolineato i segretari Marco Mereu (Fiom), Marco Angioni (Fsm) e Massimo Palmas (Uilm), evidenziando come la società abbia scelto di mettere al centro del piano il patrimonio umano e professionale delle tute blu di Assemini. È stato inoltre confermato l’avvio di un gruppo di lavoro per la mappatura delle competenze, finalizzato a costruire percorsi di formazione e riqualificazione in linea con le nuove esigenze produttive.

Tutela dei lavoratori

Nonostante l’apertura di credito, i sindacati mantengono alta la vigilanza. L’obiettivo resta monitorare ogni fase del percorso affinché nessun posto di lavoro venga disperso. Sarà necessario approfondire il perimetro occupazionale, i tempi effettivi di inserimento in organico e la sostenibilità complessiva del progetto, con un coinvolgimento attivo e costante delle istituzioni regionali e nazionali.

Il confronto decisivo è fissato al 2 settembre al Ministero, dove si entrerà nel vivo dei dettagli del piano industriale e del relativo cronoprogramma. Subito dopo, l’11 settembre, il dialogo tornerà in Confindustria per affrontare i nodi legati alle garanzie occupazionali, alle condizioni economiche e alla futura organizzazione del lavoro.

La vertenza aveva vissuto un’accelerazione con la firma del protocollo d’intesa tra il ministero delle Imprese e del Made in Italy e Nuova Icom, società sarda già nota nei tavoli tecnici con la sigla provvisoria di “Carpenteria 1”. Un intervento lodato dal ministro Adolfo Urso come tassello chiave nella risoluzione delle crisi industriali nell’Isola, che ora trova nei tavoli territoriali e nel confronto con le parti sociali la sua vera cartina di tornasole.

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