Monserrato.

Sotto le strade il vuoto: «Ripristini frettolosi» 

Cedimenti e buche, colpa degli scavi per i sottoservizi e delle perdite idriche 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

La sorpresa è arrivata in questi giorni, durante l’intervento di messa in sicurezza dell’incrocio tra via Cornelio Nepote e via Seneca, dopo un cedimento dell’asfalto. «L’impresa inviata dal Comune, durante i lavori di scavo per il ripristino, ha trovato una situazione incredibile», spiega il sindaco Tomaso Locci. «In un unico punto di qualche metro quadrato era concentrato un groviglio di sottoservizi: dalla condotta d’acqua bianca alla fibra ottica, poggiata immediatamente sopra ai tubi del gas». Il tutto posizionato in un sottofondo stradale completamente cavo, senza un adeguato riempimento della pavimentazione in seguito ai ripetuti tagli effettuati in più riprese.

I timori

Un episodio che ha riacceso la spia d’allarme del Comune sul modo (e sulle relative tempistiche) in cui le aziende sistemano l’asfalto dopo aver operato sui sottoservizi. «Quando viene fatto un ripristino bisogna seguire un disciplinare tecnico, utilizzando un materiale adeguato per garantire portanza alla parte scavata. Se la manutenzione viene fatta in maniera errata o frettolosa si possono creare dei vuoti, e questo fa sì che ci possano essere cedimenti, specialmente in periodi piovosi», chiarisce l’assessore ai Lavori Pubblici, Raffaele Nonnoi.

Condotte colabrodo

Secondo il primo cittadino, questo contribuisce a peggiorare le condizioni già critiche delle strade. «La situazione è rappresentativa di tanti avvallamenti che ultimamente si sono verificati. Condotte colabrodo e un sottosuolo spesso costituito da terreno bagnato dalle acque di falda contribuiscono a creare condizioni di instabilità del manto stradale che nel tempo sfociano in avvallamenti e buche», afferma Locci.

I tempi

Nel mirino anche le tempistiche degli interventi sulle perdite e relativi ripristini. «Per l’ultima criticità in via Seneca le società si sono mosse in fretta per risolvere e le ringrazio, ma generalmente abbiamo tempi d’attesa di tre o più mesi», continua il sindaco. «È una situazione imbarazzante, un problema diffuso che riguarda tutti i Comuni. Se una strada viene aperta dev’essere riparata bene e in tempi brevi, se segnaliamo una perdita non possiamo aspettare cinque mesi per la riparazione». Per questo Locci ha in mente una proposta. «Chiederemo agli enti competenti di stipulare degli accordi: se l’intervento non viene fatto in tempi brevi sarà il Comune a fare i lavori. Dopodiché le aziende restituiranno i denari o, quando possibile, li decurteranno dalla bolletta».

RIPRODUZIONE RISERVATA  

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi