Galtellì.

«Sogno le Paralimpiadi del 2028» 

Toto Corraine batte la disabilità e primeggia nel calcio e nell’atletica 

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«Non esistono sfide impossibile se abbracci i valori dello sport». Parola di Toto Corraine, 32 anni, di Galtellì: ha trovato nel calcio e nell’atletica la migliore medicina per superare gli ostacoli della disabilità. Affetto da un disturbo fin dalla nascita, è perno inossidabile dei “Chimbemoros”, squadra di calcio a 7 del Csm dell’ospedale Zonchello di Nuoro, arrivata alle finali nazionali di Coverciano. Alle soddisfazioni calcistiche per lui si aggiungono quelle atletiche, dopo aver scoperto la disciplina 7 mesi fa. La svolta il 26 maggio, col quarto posto nella maratona “Corri Nuoro”.

La storia

«La mia famiglia - racconta Corraine - ha sempre creduto in me, spronandomi a dare il massimo ogni giorno. Al Centro di salute mentale di Nuoro ho trovato non solo una seconda famiglia, ma un luogo di incontri fondamentali, come quello con la nutrizionista Daniela Casandra che mi ha fatto scoprire l’atletica e col preparatore Marco Calabretta. Tutti preziosi punti di riferimento insieme all’allenatore Gianni Capra, sua figlia Silvia e al personale Asl». Corraine spiega: «Seguo un attento percorso alimentare dividendomi fra le corse nei boschi e al campo sportivo del mio paese, in cui punto a migliorare tempi e resistenza in vista delle gare d’autunno».

Calabretta parla di «un atleta straordinario, esempio dentro e fuori dai campi. Ci siamo conosciuti per caso durante un appuntamento della Chimbemoros». Professionista di Decimomannu, allenatore della squadra di calcio a 7 degli Arieti e vice presidente della società “Divenire insieme”, aggiunge: «Toto dimostra con la sua tenacia che nulla è impossibile e la disabilità può essere superata con forza e determinazione. Vederlo arrivare quarto alla “Corri Nuoro” è stata la riprova delle sue straordinarie capacità». La cugina Michela Spina lo segue da vicino: «Toto ci stupisce ogni giorno e insegna che nella vita nulla è impossibile se lotti per i tuoi obiettivi, mettendoti alla prova».

Tra una corsa e l’altra Corraine confessa: «Sogno di partecipare alle Paralimpiadi di Los Angeles del 2028 con la nazionale italiana. Vorrei portare alto il nome di Galtellì e della Sardegna nel mondo e dire anche io ce l’ho fatta». Calabretta conclude: «Sarà un lungo inverno di sfide, ma conoscendo la determinazione non ci sarebbe da stupirsi se l’estate 2028 fosse negli Usa».

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