Dieci aerogeneratori da 6 megawatt ciascuno, con pale alte 125 metri e un diametro di 162. Un impianto in grado di soddisfare il fabbisogno domestico di 140mila persone, più o meno il triplo dei residenti in Ogliastra. In sostanza un affare ma solo per i signori del vento. È il profilo tecnico del parco eolico che sorgerà a Jerzu. Il progetto Boreas è della Sardaeolica, costola del Gruppo Saras. «Costruire lì un impianto industriale eolico significa distruggere un luogo di alto valore ambientale per trasferire l’energia prodotta fuori dall’Isola. Sono doppiamente contrario - sottolinea Davide Fadda, presidente del Presidio permanente del popolo sardo - perché la Saras è la storica artefice dell’inquinamento della Sardegna e con un’operazione di ecologismo di facciata vuole continuare a fare incetta di incentivi sulla nostra pelle».
La svolta romana è accolta invece con favore dal sindaco di Jerzu, Carlo Lai: «Sono soddisfatto perché credo che occorra distinguere tra progetti respinti dalle comunità e progetti, come Boreas, accolti positivamente dal territorio interessato. Jerzu non ha rinunciato alla propria autonomia di giudizio. Se è giusto contrastare la speculazione che mortifica la Sardegna, è altrettanto giusto riconoscere alle comunità locali il diritto di scegliere consapevolmente il proprio futuro. Boreas è stato accolto con senso di responsabilità, nella convinzione che transizione energetica, sviluppo economico, tutela ambientale e benefici per la comunità possano convivere se governati con serietà e trasparenza. Anche la presidente Todde ha dimostrato rispetto per la volontà dei territori protagonisti delle proprie scelte».
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