Oristano.

“Shopping sotto le stelle”, futuro a rischio 

Confcommercio: «Manifestazione flop? Con 43 adesioni impossibile fare di più» 

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“Shopping sotto le stelle” è arrivata al capolinea? Dopo le critiche sollevate da una parte dei commercianti al termine della terza serata, con la formula finita sotto accusa per la scarsa animazione soprattutto nelle strade lontane dalle piazze principali, la Confcommercio rompe il silenzio. La direttrice Sara Pintus replica punto su punto, snocciola numeri e costi dell’organizzazione, ma soprattutto non esclude che quella del 2026 possa essere stata l’ultima edizione della manifestazione. Una possibilità che nasce non tanto dalle polemiche, quanto dal progressivo calo delle adesioni e dalla sempre minore partecipazione degli stessi commercianti.

«Poche adesioni»

«Fa sorridere - osserva Pintus – che una parte di chi oggi lamenta la povertà del programma sia la stessa che ha deciso di non aderire all’iniziativa. Molti hanno preferito non versare la quota di partecipazione, salvo poi beneficiare comunque della serata organizzata grazie al contributo economico di chi, invece, ha scelto di investire». Il dato, secondo Confcommercio, è il vero nodo della questione. Quest’anno hanno aderito solo 43 attività, mentre nelle edizioni migliori si era arrivati anche a oltre cento. E la quota di partecipazione, sottolinea Pintus, è rimasta ferma a 150 euro dal 2008, senza alcun adeguamento all’aumento dei costi.

Nodo risorse

«Con queste risorse non si possono fare miracoli. La manifestazione è costata complessivamente circa 14mila euro. Dentro ci sono gli spettacoli, uno per ciascuna serata proprio perché il budget non permetteva altro, ma anche il servizio di ambulanza, i presidi di sicurezza, le transenne, le relazioni tecniche degli ingegneri e la promozione. Il Comune ha contribuito con 8mila euro, tutto il resto è stato coperto dalle quote degli aderenti», precisa la direttrice di Confcommercio.

Strade aperte

Tra le osservazioni mosse dai commercianti c’è anche quella sulla mancata chiusura delle strade. Una scelta che, precisa la direttrice, non è stata presa unilateralmente. «Abbiamo sottoposto un questionario a tutti gli operatori del centro. Hanno risposto in 29. Solo in via Tirso tutti erano favorevoli alla chiusura. In vie come Mazzini e Figoli, invece, molti commercianti hanno ritenuto di lavorare meglio con il traffico aperto».

Futuro a rischio

Per Pintus il problema non è la formula. «Shopping sotto le Stelle continua ad avere potenzialità. Quello che la penalizza è la partecipazione sempre più limitata e la difficoltà di fare squadra. Lo dimostra anche il fatto che iniziative come “Lo Sbaracco” non siano più state riproposte: a un certo punto sembravano diventate iniziative della sola Confcommercio e non dell’intero comparto». Da qui la riflessione conclusiva. «L’edizione 2026 rischia di essere ricordata più per l’insuccesso che per la spinta al centro. Per questo oggi non possiamo non porci un interrogativo sul futuro della manifestazione», conclude Sara Pintus.

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