La città si appresta a vivere il periodo più intenso e maggiormente sentito dell’anno: i riti della Settimana Santa. In attesa che le viuzze, le piazze e gli scorci del centro storico si immergano in un’atmosfera antica carica di significati non soltanto religiosi, l’Arciconfraternita del Santo Monte ha reso noto il programma delle manifestazioni collegate ai pi ù tradizionali riti.
Le proposte
«Quest’anno – afferma Luigi Biggio, vice Conservatore dell’Arciconfraternita che preserva e perpetua la sacralità dei riti – abbiamo voluto proporre un ampio programma di incontri, dibattiti e spettacoli che esplorano molteplici aspetti sociali culturali e religiosi». Il ricco calendario offre numerosi e vari appuntamenti: un convegno sulla Sacra Sindone, uno spettacolo di danza con Simona Atzori: ballerina, pittrice e scrittrice nata senza arti superiori e una mostra fotografica sulla Settimana Santa. Poi la Via Crucis alla quale parteciperanno tutte le parrocchie cittadine e che sarà presieduta dal Vescovo Mario Farci. Il primo degli appuntamenti si terrà il 21 marzo, presso la chiesa di San Michele, dove, attraverso un manoscritto del 1743, si discerneranno le origini delle processioni della Settimana Santa. Riti immutati da secoli che ogni anno rinascono trasmettendo eterne e rinnovate emozioni. La folla in silenzio ai lati delle strade, il suono cupo del tamburo, le note grevi delle marce funebri intonate dalla banda musicale, il cicalio delle matracas e lo sfilare lento e solenne dei figuranti con storici simboli e vessilli che accompagnano le sacre statue lungo tutta la processione.
I protagonisti
«I riti – spiega Marco Loddo, consigliere comunale e da anni parte attiva nelle processioni – rappresentano un momento di grande raccoglimento collettivo: ogni volta dona emozioni e sensazioni profonde, raggiungendo il loro apice con il “descenso”». Tale processione, che si tiene la sera del Venerdì Santo (andando a rappresentare il funerale di Gesù) è in effetti quella più sentita e partecipata della Settimana Santa la quale, ufficialmente, ha inizio il martedì con la processione “dei Misteri”. Il secondo appuntamento è Giovedì Santo, con il rito “dell’Addolorata”, durante il quale la Madonna, trafitta nel cuore, va idealmente cercando il proprio figlio, soffermandosi nelle chiese che si trovano lungo il percorso. La mattina seguente si tiene la processione “Del Monte”, che si svolge negli stretti vicoli del rione de “Sa Costera”, alla quale partecipano soprattutto i bambini vestiti da Babballotis, e che rappresenta invece il Calvario. La Settimana Santa rappresenta uno di quei momenti durante i quali l’intera comunità iglesiente ritrova la sua coesione (che, a volte, viene a mancare in altre circostanze) accomunando diverse generazioni. «Secondo me le processioni rappresentano – racconta Carlotta Scema, assessore alla Cultura – un momento carico di emozione e sacralità. Credo che tutti gli iglesienti nutrano un sentimento di rispetto e devozione per tali riti che sono la vera tradizione storica della città».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
