Il dato.

serve una torres più cattiva e precisa 

Con la Vis Pesaro anche tanta sfortuna vista la gran mole di occasioni create 

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Sassari. Sono due le strade per la salvezza diretta a disposizione della Torres. La prima è chiudere la stagione regolare al quintultimo posto. La seconda è ottenere il quartultimo posto con un vantaggio di almeno 9 punti sul Pontedera, distacco che non rende necessari i playout.

Attualmente il divario dai toscani è di 8 punti. Mancano dieci giornate, ma la Torres dovrà disputare nove partite perché deve ancora osservare il turno di riposo per l’esclusione del Rimini. Il Pontedera invece avrà ancora dieci partite, così come il Perugia.

Occasioni mancate

Entrambe le possibilità di salvezza senza passare per gli spareggi restano alla portata dei rossoblù, data la costanza di rendimento che purtroppo non si è tradotta in risultati proporzionati. L’ultima occasione persa in ordine di tempo è quella del match di sabato contro la Vis Pesaro. Superiorità schiacciante in termini di azioni, checché ne abbia detto con poca obiettività il tecnico ospite Stellone: un palo e una traversa colpite da Sorrentino, due interventi difficili del portiere sui tiri di Sala, un salvataggio sulla linea del difensore Di Paola su conclusione di Luciani. Parate di Zaccagno: una sola, facile facile su tiro molle di Di Paola.

Una disparità clamorosa che ben testimonia la qualità della prova della squadra sassarese. Anche in fase difensiva.

Double face

Il riferimento è più ai risultati che alle prestazioni. Dal ritorno del tecnico Greco 13 punti in sette trasferte, media da podio. E questo conforta, dal momento che cinque delle nove gare rimaste sono esterne. Invece in casa sei pareggi e una sconfitta contro la Juventus Next Gen, nell’unica partita toppata.

Certo, almeno due dei sei pareggi (contro Pineto e Vis Pesaro) sono frutto non solo di poca freddezza dei giocatori ma anche di scarsa fortuna e altre situazioni contingenti connaturate a uno sport che, rispetto a molti altri, non premia il merito e non prevede come nel pugilato una vittoria ai punti quando non c’è il ko tecnico.

Con 4 punti in più la Torres sarebbe fuori dalla zona playout. Resta il fatto che i rossoblù da cinque mesi non “espugnano” il proprio campo, anche se davvero si può loro rimproverare poco (spesso) o praticamente nulla, come contro la Vis Pesaro. Nondimeno deve esserci lo stimolo per aumentare la precisione sia nei tiri sia nell’ultimo passaggio e questi sono aspetti sui quali si può lavorare in allenamento.

Arbitraggi ondivaghi

Per la prima volta il tecnico Alfonso Greco ha fatto anche un accenno alle direzioni di gara: «Ogni settimana c’è un metro diverso da parte degli arbitri, dobbiamo abituarci».

Non una riflessione vittimistica ma una constatazione che invita la squadra a decodificare in fretta il metro utilizzato in ogni gara in modo da sfruttarlo a proprio favore. Esempio: ci sono arbitri che tollerano il gioco duro e anche i falli da dietro senza togliere subito il cartellino, quindi l’aggressività può diventare più fisica senza pagare dazio; viceversa altri hanno il giallo facile e quindi occorre fare maggiore attenzione e non sprecare i falli quando non c’è una situazione pericolosa.

Anche le disparità di conduzione arbitrale rientrano nelle variabili di una partita che - come le condizioni del terreno di gioco - non possono essere preparate in allenamento ma vanno comprese il prima possibile. La maturità di una squadra passa anche attraverso la capacità di leggere le situazioni contingenti.

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