L’alba di ieri ha svelato il disastro lasciato dal violento rogo scoppiato sabato pomeriggio a Capoterra, nella zona rurale di Tanca Manna, che ha costretto alcune persone ad abbandonare le proprie case. L’intera area fumava ancora e l’aria era invasa dall’odore della plastica bruciata.
In città le fiamme sono comparse ai lati di uno stradello di quell’area. Il caldo unito al vento ha spinto velocemente il fuoco verso giardini e colture creando danni alle numerose serre e abitazioni della zona. Tutta la zona è stata avvolta da una spessa coltre di fumo che ha reso l’aria irrespirabile, imponendo ad alcuni residenti di lasciare per precauzione le abitazioni. Qualcuno si è adoperato con mezzi di fortuna per fronteggiare l’avanzata dell’incendio.
In soccorso sono giunte le squadre del Corpo forestale, i vigili del fuoco del Comando di Cagliari, i barracelli di Capoterra e Uta, i volontari della Protezione civile Misericordia e la polizia locale di Capoterra. Il fronte del fuoco, nel frattempo, aveva attraversato frutteti e oliveti lasciando alle proprie spalle scheletri di piante bruciate, radici ancora accese e uno strato di cenere bianca che aveva dato un aspetto spettrale a un terreno solo pochi minuti prima rigogliosamente verde.
Le operazioni di spegnimento si sono rivelate difficili da subito, perciò è stato richiesto il supporto aereo fornito con un elicottero partito dalla base di Pula. I numerosi lanci d’acqua hanno attenuato le fiamme e permesso alle squadre dei pompieri, muniti di autorespiratori, di mettere in sicurezza i fabbricati e le serre presenti in gran numero in tutta la zona.
Alcuni edifici sono stati lambiti dalle fiamme, mentre sono state ridotte in cenere diverse piante d’ulivo e da frutta ed è andata distrutta un’auto all’interno di un capanno. Diversi impianti d’irrigazione sono stati fusi dal calore, così anche attrezzi agricoli e masserizie.
Si registra anche la morte di un cane, causata probabilmente dal fumo. «Sono riuscito ad avvicinarmi e ho cercato di portarlo via ma non voleva allontanarsi, poi sono dovuto fuggire: avevo le fiamme a qualche metro, credevo che si fosse messo in salvo», racconta un residente. Ora si pensa alla conta dei danni, che si preannuncia ingente, mentre la Forestale lavora per capire cosa abbia originato il rogo.
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