Ispezioni sulla nave Gnv Azzurra e interrogatori della Guardia costiera di Porto Torres, titolare della inchiesta amministrativa aperta per ricostruire la dinamica e le cause dell’incendio che si è sviluppato nella sala macchine, venerdì alle 20.30, proprio quando il traghetto diretto a Genova si trovava a 40 miglia dallo scalo turritano e gran parte dei 673 passeggeri si trovava nelle sale ristoro. Il comandante dell’unità, Davide De Marzo, e gli uomini del suo equipaggio, una parte dei 113 membri intervenuti per affrontare l’emergenza, ieri mattina sono stati convocati in Capitaneria per raccontare i particolari della vicenda, da cui potrebbero emergere eventuali responsabilità.
I controlli
Sottoposta ad ispezione, la Azzurra da sabato pomeriggio è ormeggiata nel porto industriale Asi, dopo lo sbarco di mezzi e persone, stremate e arrabbiate, rientrate da un viaggio che le ha tenute per circa 24 ore in mare. Sulla nave sono saliti gli ispettori della Guardia costiera, i vigili del fuoco e i funzionari dello Spresal Asl 1 di Sassari per verificare lo stato della sala macchine, con due motori su quattro fuori uso a causa del rogo. «Dai rilievi effettuati e dalle relazioni tecniche dei vigili del fuoco potrebbero emergere elementi utili che entreranno nel fascicolo d’inchiesta amministrativa», spiega il comandante della Capitaneria, Mirko Orrù, «e solo nel caso dovessero risultare violazioni penali invieremo una informativa alla Procura di Sassari». A bordo del traghetto anche gli ispettori dell'Istituto di classificazione navale per verificare i danni e i lavori di riparazione, necessari perché la nave possa ottenere la conferma del certificato di classe e riprendere la navigazione con successiva certificazione rilasciata dalla Guardia costiera.
La sostituzione
Intanto la compagnia Gnv ha già provveduto a sostituire l’Azzurra con la Altair, la nave arrivata nel molo di Ponente domenica mattina per riprendere regolarmente i collegamenti Porto Torres-Genova. I passeggeri sbarcati dalla Azzurra e riprotteti sulla Allegra, hanno dovuto subire ulteriori disagi per il ritardo nella partenza di sabato sera: la nave ha lasciato gli ormeggi alle 22.30 invece che alle 19 come annunciato dalla compagnia.
Le reazioni
Sulla sicurezza interviene anche il segretario generale della Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu. «Quando accade un’emergenza a bordo di una nave - sottolinea - occorre che i passeggeri abbiano più informazioni possibili da parte del personale di bordo non impiegato direttamente a governare l’emergenza, per questo è necessaria una formazione continua, perché la mancanza di informazioni potrebbe alimentare ancor di più panico e determinare atteggiamenti errati da parte dei passeggeri. A questo aspetto – aggiunge - è collegato lo stato generale delle navi datate, che richiedono verifiche costanti sulle condizioni delle unità sottoposte al doppio delle ore di navigazione». Il presidente della Port Authority, Domenico Bagalà, che per l’emergenza ha messo a disposizione la stazione marittima Asi per 56 passeggeri che hanno rinunciato a riprendere la nave per Genova, precisa: «Una delle tematiche da affrontare riguarda l’età del naviglio e quindi la sicurezza, le vecchie navi sono più esposte a questo genere di grave rischio». L’Azzurra è stata costruita circa 45 anni fa (1980-81), una storia segnata da un incendio ad un quadro elettrico nel 2007 e nel 2017 sempre alla sala macchine, vicino a Palermo, e anche allora i passeggeri furono radunati nel ponte esterno.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
