Caso Garlasco.

Sempio, a rischio il processo 

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Milano. Con la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi, si profila una strada processuale tortuosa e lunga prima di mettere la parola fine a una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi anni. Da un lato, ci sono un'udienza preliminare e un eventuale processo in Assise nei confronti dell'ex commesso, procedimento, questo, che potrebbe però essere “congelato” come chiede la sua difesa, ritenendo che tutto si debba fermare in quanto c'è già un condannato definitivo. Dall'altro, è in arrivo la nuova proposta di revisione della sentenza con cui sono stati inflitti 16 anni ad Alberto Stasi, l'allora fidanzato della ragazza, in quanto, secondo i difensori, sono sopraggiunte prove tali da poter ribaltare il verdetto.

Il delitto di Garlasco, dunque, è diventato ormai anche un caso giuridico senza precedenti, o per dirla con le parole dei difensori del nuovo imputato, Liborio Cataliotti ed Angela Taccia, un sorta di “mostro giuridico”. In molti si chiedono, infatti, se Sempio possa essere processato per lo stesso fatto-reato per cui Stasi è stato già ritenuto, in via definitiva, il solo e unico colpevole.

Per Stasi si profila, intanto, la strada della richiesta di revisione. A presentarla saranno di certo i suoi difensori, mentre tuttora non si sa quale sarà la mossa della procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni. «Nessuna novità», ha ripetuto ancora ieri senza lasciare intendere se chiederà di riaprire il caso, come fece, quando era Pg a Cagliari, per Beniamino Zuncheddu, il pastore sardo che dopo 33 anni di carcere per un triplice omicidio è stato scagionato e liberato dopo la ritrattazione di un testimone chiave.

Sul fronte della revisione verrà investita la Corte d'Appello di Brescia e i tempi non saranno rapidi. Innanzitutto va registrato che, dopo la nomina del procuratore generale Guido Rispoli alla guida della Procura di Verona, sarà il reggente Domenico Chiaro a dover valutare la richiesta e la montagna di allegati, tra consulenze e relazioni, dei legali di Stasi. Poi i giudici, qualora non optino per la camera di consiglio, dovrebbero fissare un'udienza pubblica e pronunciarsi sull'ammissibilità nel giro di tre o quattro mesi dal deposito della richiesta, previsto tra il 10 e il 20 novembre.

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