Le mamme chiedevano risposte sui servizi pre e post scuola, date certe sull’avvio. Escono dalla commissione Pubblica istruzione convocata dal presidente Matteo Cicalò senza averle. Ma il vero affondo arriva dal capogruppo Pd Giovanni Mossa, che chiede all’assessore Domenico Cabula: «Di chi è il fallimento?» L’affondo politico forse più duro arriva dal fuoco amico per l’assessore alla Pubblica istruzione, e riguarda il bando regionale sui contributi alle famiglie per i servizi di accoglienza pre e post orario scolastico a cui il comune di Nuoro, per due volte, non ha partecipato. «Lo ha fatto solo alla terza volta, in ritardo, quando il bando è stato riaperto per Nuoro», ha tuonato Mossa chiedendo «di chi è l’inerzia, della politica, degli uffici?».
La seduta
«Quando mi sono accorto del problema mi sono attivato», ribatte Cabula, respingendo l’accusa. La seduta convocata per affrontare il caos del pre e post accoglienza nelle scuole di Nuoro si trasforma in un caso politico. Alle proteste delle famiglie, che chiedono certezze e sono senza spazi, si aggiungono le contestazioni dell’opposizione e, soprattutto, quelle della maggioranza. Le mamme lasciano la commissione insoddisfatte. Mariantonietta Cabiddu mette sul tavolo un problema che riguarda un servizio essenziale per le famiglie: «Non sappiamo cosa fare». Chiedono date certe, sedi sicure e stesso servizio per tutti i bambini. Cabula difende il lavoro dell’amministrazione, spiega che la situazione è complicata dalla carenza di spazi e dalle condizioni degli edifici. A Nuoro sono venti i plessi comunali e il problema sono le manutenzioni: per sistemarle, dice, «servono 11 milioni di euro».
Le criticità
Le dirigenti scolastiche Francesca Gungui e Maria Josepha Serusi hanno elencato le criticità dei loro istituti: dalla manutenzione agli sfalci, alberi pericolanti, verifiche strutturali e carenza di spazi. A San Pietro un sopralluogo del 10 settembre ha evidenziato una porzione dell’edificio inagibile, con tre classi da trasferire. Poi barriere architettoniche che rischiano di bloccare tre docenti. A Monte Gurtei inutilizzabile la palestra, dal Borrotzu si segnala il problema temperature elevate nelle aule. L’assenza di un servizio scuolabus. Cabula incassa, ribatte con la buona notizia. «Il confronto con il Cif per la restituzione dei locali per il pre e post accoglienza ha dato buon esito», dice parlando di un accordo, ma senza una data precisa. Aggiunge che per l’accoglienza c’è il locale di Area in via Veneto (senza elettricità) e il doposcuola si può fare al Mereu. «Faremo un bando per affidamento triennale», rassicura. Non basta a placare l’attacco dal Pd. Dall’opposizione Pierluigi Saiu entra invece nel merito della procedura. «C’è una data oltre la quale non potete andare con l’affidamento, è il 31 dicembre 2026». Lisetta Bidoni, responsabile del servizio scolastico della Provincia, governata dal Campo largo definisce i ritardi sui servizi scolastici comunali «vergognosi».
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