Sarroch.

Saras, a giudizio per disastro ambientale 

Inizierà a dicembre il processo sul presunto utilizzo scorretto delle “torce” 

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Sarà un processo a stabilire se la Saras abbia inquinato l’aria con l’utilizzo scorretto delle «torce». Ieri pomeriggio, il gup del Tribunale di Cagliari, Marco Mascia, ha rinviato a giudizio i dirigenti della raffineria di Sarroch, Settimio Guarrata, amministratore delegato e presidente della Sarlux, e Walter Cocco, ex responsabile della gestione tecnica e degli aspetti ambientali degli impianti, accusati di disastro ambientale. A giudizio anche Fabio Corvetto, responsabile dei controlli su salute, ambiente e sicurezza (HSE), per l’ipotesi di impedimento di controllo. Alla sbarra anche la stessa Sarlux.

L’inchiesta

L’inchiesta, coordinata dal pm Giangiacomo Pilia, nasce da un esposto presentato nell’inverno del 2021 dalle associazioni ambientaliste Donne Ambiente Sardegna e Sardegna Pulita, rappresentate dall’avvocata Alessandra Nocco. Al centro delle verifiche ci sono i cosiddetti scarichi blow-down, il sistema che dovrebbe filtrare le sostanze potenzialmente inquinanti, e le fumate nere che dal 2019 si sarebbero levate dalle torce dello stabilimento. Secondo la Procura, le emissioni sarebbero state continue e massicce nel corso degli anni. Sotto la lente degli inquirenti ci sono i quantitativi di gas bruciati, le presunte comunicazioni omesse o alterate agli organi di vigilanza e i picchi di benzene e polveri sottili rilevati nel centro abitato di Sarroch, potenzialmente dannosi per la salute pubblica. La Saras, difesa dall’avvocato Aldredo Diana e da un pool di legali milanesi, sin dalle prime fasi del procedimento ha sempre sostenuto che le centraline dell’Arpas hanno sempre certificato il rispetto dei valori di micropolveri previsti dalla legge. Le indagini erano state coordinate dal Nucleo investigativo della Forestale. Il pm Pilia ipotizza il disastro ambientale.

Le parti civili

Nel corso dell’udienza preliminare il giudice Mascia ha ammesso varie parti civili. Oltre all’associazione Sardegna Pulita, costituita con l’avvocata Alessandra Nocco, parteciperanno al dibattimento anche il legale Davide Manca per conto di Giovanni Paolo Masu, un cittadino di Sarroch che vive a poca distanza dalla raffineria, gli avvocati Guendalina Garau (Gruppo di Intervento Giuridico), Filippo Viola (Associazione Consumatori Sardegna e Css), Guido Manca Bitti (Comune di Sarroch), Pier Andrea Setzu (La Rosa Roja International) e Michele Delogu (Codepings). Il processo si aprirà il prossimo 17 dicembre davanti ai giudici della Seconda sezione penale del Tribunale.

La seconda inchiesta

Nei giorni scorsi, invece, era stata chiusa anche l’altra inchiesta sulla Saras, coordinata dai pm Enrico Lussu e Nicola Giua Marassi, che riguarda altri presunti episodi di inquinamento, non solo dell’aria ma anche del suolo e del mare. Quattro gli indagati: Vincenzo Greco, amministratore delegato dal 2014 al settembre 2017, Settimio Guarrata, amministratore delegato dal settembre 2017 e gestore del sito, Francesco Lion, già titolare di una procura speciale in materia ambientale e Walter Cocco, con responsabilità analoghe dal dicembre 2018.

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