Cabras.

Sarà un’estate a ostacoli? 

Diverse aree chiuse per i danni provocati dal maltempo 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Estate salva, ma solo a metà. Il primo intervento per rendere nuovamente accessibile una parte del litorale del Sinis è stato effettuato: la spiaggia di Mari Ermi è di nuovo fruibile, ma restano molte criticità lungo tutto il litorale.

I lavori

Il Comune di Cabras ha ripristinato il lungo ponte in legno che il ciclone Harry aveva distrutto lo scorso febbraio. Una struttura che permette a tutti di raggiungere la spiaggia, ma anche di non calpestare la palude. Il costo totale dell’intervento è stato di 60.000 euro. Soldi presi dal bilancio comunale, visto che dalla Regione non è ancora arrivato un euro. Per vedere asciugamani e ombrelloni nelle altre spiagge, invece, bisognerà ancora aspettare. E la questione è tutt’altro che secondaria perché in occasione del ponte del 2 giugno molti visitatori sono già arrivati.

Pali e transenne
Nella borgata marina di San Giovanni di Sinis ci sono ancora tanti pali, corde e transenne che impediscono l’accesso alla spiaggia. «Per rendere accessibile nuovamente il litorale di San Giovanni dobbiamo mettere in piedi due distinti interventi - spiega il sindaco di Cabras Andrea Abis - uno nella parte bassa, dove sono presenti le case. Qui dobbiamo realizzare una nuova scalinata, visto che la parte di roccia è franata. In sostanza non si può recuperare nulla. Ora sta andando avanti la realizzazione del progetto che poi dovrà essere valutato dalla Soprintendenza. Solo dopo potremo affidare i lavori. Un intervento che ci costerà centomila euro». Sui tempi, il sindaco Abis preferisce non sbilanciarsi: «Non dipende da noi, il problema è che non possiamo fare di più».

La spiaggia di Tharros

Gli operai dovranno intervenire anche sulla spiaggia sotto la torre di Tharros, attualmente delimitata con paletti e funi: «Una scala quest’anno non potrà essere utilizzata a causa dei danni importanti causati dal maltempo - spiega Abis -. Cercheremo quindi di ripristinare le altre due. Questo però sarà possibile solo dopo che la Soprintendenza avrà terminato gli scavi in spiaggia, avviati dopo il ciclone Harry che ha riportato alla luce tanti reperti. Solo allora sarà possibile ripristinare l’intera zona. Non si tratta di interventi semplici ma eccezionali, non si potrà procedere prima di ottenere i pareri necessari. Noi stiamo facendo tutto il possibile».

La sicurezza

Per quanto riguarda l’invasione dei turisti e la pericolosità della spiaggia ancora interdetta, il sindaco Abis è chiaro: «Ci sono tutti i cartelli che indicano possibili pericoli avvisando chiunque che non è consentito oltrepassare alcune zone a causa del rischio frane. Non è possibile mettere un posto di polizia fisso». La sicurezza resta la priorità: «Ci tengo a dire una cosa: non si può sottovalutare il pericolo, nessuno deve pensare “Tanto non succede”, perché se succede qualcosa poi sono dolori».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi