Il sindaco uscente, il politico navigato, un ex primo cittadino, la super manager e l’editore: per la corsa alla poltrona più importante del palazzo comunale, Tempio non si fa mancare nulla. E la posta in gioco è altissima, lo dicono i cinque candidati. Invertire subito la tendenza all’irrilevanza territoriale è il tema subliminale di una campagna elettorale durissima. Prima volta con il ballottaggio, cinque aspiranti alla fascia tricolore, oltre cento concorrenti per un posto nell’assemblea civica. A Tempio si combatte casa per casa, strada per strada, alla conquista delle preferenze. La cifra di tutte le liste è la trasversalità, la vittima sacrificale della campagna di primavera è il Pd. I democratici sono andati in frantumi, ogni candidato ritiene di avere dalla sua parte un pezzo del partito di Elly Schlein. I temi sono tutti all’insegna della sopravvivenza: strade, sanità, peso territoriale e sviluppo turistico. Tempio è in trincea, non vuole arrendersi all’idea di perdere lo status (insieme a Olbia) di capoluogo della Gallura. Anche se ormai Arzachena è più avanti per residenti.
Novità
Gli aspiranti alla carica di sindaco sono cinque, le liste sei perché uno dei candidati, Fabrizio Carta, ha il sostegno di due civiche. Carta, 42 anni, è un sindacalista, con incarichi nazionali, del personale dell’Esercito (del quale fa parte) ed è tra i fondatori dell’emittente cattolica TeleRegione Live. È una delle novità assolute nella competizione elettorale tempiese. Le liste che lo sostengono sono Tempio Ritorna Città e Alleanza di Sinistra per Tempio. Per Fabrizio Carta i tempiesi non possono più sbagliare: «Siamo a un bivio. Possiamo andare verso l’immobilismo oppure cambiare metodo. Dobbiamo finirla con la nostalgia e lavorare». Ha anche promesso agli elettori che la Tari sarà riorganizzata: più differenzi e meno paghi.
Altra novità assoluta è Gianna Masu, sostenuta dalla civica Con Tempio Fronte comune. Dirigente del Comune di Olbia, 60 anni, specializzata in diritto Ue, preparatissima, un curriculum straordinario se si parla di reperimento di fondi europei, ha lavorato anche con l’Università di Sassari e il Comune di Arzachena. Masu non ha dubbi sul futuro della sua città: «Siamo isolati, rispetto a tutti i centri del territorio e rispetto a Olbia, che è lo Shuttle della Gallura. Olbia, la città che io mi onoro di servire. È necessario ritornare ad essere quello che siamo sempre stati».
«L’usato sicuro»
Il grande ritorno è quello di Andrea Biancareddu, avvocato, 60 anni, tre mandati da assessore regionale, diversi da consigliere regionale e da sindaco. Molti candidati sono stati suoi avversari o suoi collaboratori strettissimi. Biancareddu e la sua squadra, la civica UniAmo Tempio, si definiscono l’usato sicuro. I concetti sono netti: «Negli ultimi anni a Tempio sono state consegnate molte opere pubbliche. Io ho trovato le risorse, altri le hanno inaugurate. Io sono un uomo pratico, andiamo in Comune per dare risposte e per essere amministratori di tutti».
Il sindaco in carica
Chiede un secondo mandato Gianni Addis, classe 1955, imprenditore ed ex allenatore di calcio. Il sindaco uscente ha un chiodo fisso: «Che cosa dico ai tempiesi per convincerli? Ho una cosa in testa. Ci servono le strade sicure e veloci per Olbia, Sassari, Santa Teresa e Palau. La viabilità si sta dimostrando il vero tema dello sviluppo delle nostre comunità. Abbiamo fatto passi avanti importanti, come il nuovo progetto per la Olbia Tempio, ci sono i finanziamenti. Ma non basta».
«Siamo la vera sinistra»
Il quadro lo completa Romeo Frediani, sindaco dal 2010 al 2015. Professionista in pensione, 72 anni, Frediani guida la civica Coalizione Centro Sinistra e non ha dubbi: «Io sono l’unico candidato della sinistra». Incontrando gli elettori Romeo Frediani ha lanciato un segnale preciso, il centro sinistra è qui non cercatelo altrove.
Tra qualche giorno si farà sul serio, Tempio dirà come e con chi vuole cercare una strada per non vivere di ricordi.
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