La decisione, attesa ieri, alla fine non è arrivata. Asl e Regione prendono tempo: secondo fonti vicine a Villa Devoto, aspetteranno fino a lunedì prossimo quando arriveranno gli esiti dei test sierologici per sciogliere la riserva sulla quarantena. Risultato: a otto giorni dall’inizio della Festa di Sant’Efisio, l’emergenza dermatite bovina continua a tenere in scacco l’edizione numero 370. Una situazione che alimenta apprensione tra fedeli, e soprattutto all’interno dell’Arciconfraternita del Gonfalone, che ha bisogno di tempo per organizzare un piano B nell’eventualità che alla fine si decida di procrastinare il blocco delle movimentazione dei bovini anche a maggio.
I dubbi
Il tempo stringe. Mancano pochissimi giorni al Primo maggio, quando Efis comincerà il lungo pellegrinaggio verso Nora. Proprio per questo l’incertezza pesa come un macigno: ogni scelta, infatti, qualunque essa sarà, il trasporto su un furgoncino o a spalla su una portantina per la prima parte del pellegrinaggio, richiede tempi tecnici, autorizzazioni (della Soprintendenza), verifiche. Ecco perché oggi Arciconfraternita e organizzatori premono per avere una risposta da Regione e Asl sulla presenza o meno dei buoi (la speranza, naturalmente, è che decidano per la fine della quarantena o concedano una deroga proprio per la Festa). La loro eventuale assenza imporrebbe inevitabilmente soluzioni alternative.
Le scelte
Servono decisioni rapide per predisporre un piano B capace di garantire la riuscita dell’evento. Tra le ipotesi circolate nelle ultime ore ci sarebbero il trasporto del simulacro a spalla fino a Capoterra (se venisse confermato il blocco delle movimentazioni in un raggio di 50 chilometri dallo scoppio del nuovo focolaio di Muravera), o l’utilizzo di un furgoncino (questa sembra la soluzione più percorribile ma meno caldeggiata perché evoca ricordi negativi, come quando nel 2020 Sant’Efisio viaggiò proprio su un furgoncino).
Le rassicurazioni
Nell’eventualità di una deroga, che le autorità potrebbero concedere solo per la Festa nel rispetto di precise prescrizioni volte a evitare ogni possibile diffusione della malattia, gli organizzatori hanno già dato garanzie sulla provenienza dei buoi che saranno utilizzati per le traccas (nessuno della zona del Sarrabus, dove è scoppiato il nuovo focolaio). Man mano che passano i giorni e si avvicina il Primo maggio, l’ottimismo diminuisce e la preoccupazione cresce. ( ma. mad. )
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